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domenica 9 luglio 2023

Cactus Chronicles: Settimana ciclistica con gambe dignitose (3- 9/7, 2023)

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Lunedì 3 luglio

Uscita bdc giocata tra i mangia e bevi dell'entroterra gardesano e alcune delle salite iconiche della Valpolicella. Parte dell'uscita col compagno di team Giovanni (F) che nonostante sia un M8 di 67 anni, riamane ancora un forte ciclista. Cielo uggioso ma afa soffocante. 















Gambe e cardio in costante miglioramento dopo la buriana fisica delle ultime 2 settimane. 





Chiudo con 100 km e 1552 mt+

Mercoledì 5 luglio

Uscita bdc in compagnia di Giovanni (F) con il quale farò tana libera tutti a Peri via Ciclabile dei Forti, fatta da Volargne in andata e ritorno e rientrando via SS 12 da Volargne a Verona. Buone le temperature all'andata, grazie alle forti piogge della notte ma con tendenza a salire al ritorno. Buone le gambe e buono il cardio. 













Superati oggi gli 8000 km pedalati da inizio anno. 





Chiudo con 91 km e 622 mt+

Sabato 8 luglio 

Uscita bdc col Team (7) + 3 ospiti che ci vede pedalare ad Est. Ci ritroviamo in 10 alle 4 Strade di Lavagno e pedaliamo lungo la Val d'Illasi fino a Ca del Diaolo, dove prendiamo la prima salita che ci porta al Gpm di Sprea. Poi ci dirigiamo a Crespadoro dove prendiamo a salire per il Gpm del Rifugio Bertagnoli dove facciamo pit stop panetto, Scendiamo fino a Ferrazza per riprendere a salire per il Gpm di San Bortolo. Si scende in Val d'Illasi per andare a prendere la ciclabile che da S.Andrea ci porta a Badia Calavena dove prendiamo a salire per il Gpm della Bettola. Si scende nella Valle di Mezzane fino ad andare a prendere per l'ultimo Gpm, quello di San Briccio, Giornata molto calda e ho sudato moltissimo ma le soste fontana hanno evitato disidratazione e rischio crampi. Cardio e gambe dignitosi tenuto conto della recente buriana fisica di un paio di settimane fa... e che ero l'unico cat. M7 in mezzo a ciclisti cat. M2-M5, quindi mi ritengo soddisfatto. 





















Percorso molto esigente, con salite veramente toste e molte discese tecniche e non pulite. Pianura pochissima. 





Chiudo con 131 km e 3137 mt+


Keep in touch!

domenica 22 luglio 2018

Cactus Chronicles: Raid mtb "The Bridge" (21-22/7, 2018)

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E' venne il giorno del Raid 2018 in mtb e in due giorni, tanto belli quanto impegnativi, oltre a pedalare in contesti paesaggistici da cartolina, se ne vanno anche due giornate passate in compagnia di Luca (P) e Roby (G) che raccontano di una comune passione per la bicicletta e la montagna.

Tappa 1: Rovereto (TN) - Rifugio Battisti (VI). Giorno 21/7, 2018
La partenza in mtb avviene dalla Stazione FFSS di Rovereto, dove siamo arrivati via treno da Verona.
Certo, il meteo non è il massimo ma avevamo deciso che saremmo comunque partiti anche se, ad onor del vero, il forte temporale che aveva colpito Verona alle 0300 ci aveva un poco preoccupato. A Rovereto pioviggina al nostro arrivo ma smette subito e non sapevamo ancora che questo sarebbe il leitmotiv della giornata appena cominciata.
Lasciamo Rovereto e dopo un paio di km iniziamo la salita che senza soluzione di continuità ci porterà, in poco meno di 20 km e 1600 mt di dislivello, al gpm del Coni Zugna (1865 mt).

Il maltempo ha colpito anche questa parte del Trentino e si vedono sia sulla strada che sugli sterrati i segni lasciati dal vento e dalle forti piogge.
Ad Albaredo finisce idealmente il tratto chiamiamolo urbano e quindi la strada diventa più da montagna in ragione del bosco e della quota ed iniziano i tratti e le indicazioni relative alla Grande Guerra, con la serie di trincee, cippi e ruderi.
Il Rifugio Zugna è chiuso per cambio gestione e all'altezza della chiesetta inizia a piovere, quindi sostiamo al riparo una decina di minuti prima che diminuisca d'intensità e si possa ripartire. Lo sterrato è bagnato dalle piogge e, avendo fatto diverse volte questi tratti, posso dire che il meteo appena passato ha reso più impegnativi tutti i tratti pedalati, senza dimenticare che sulle spalle avevamo uno zainetto per la due giorni.

Continua a tuonare e pedalata dopo pedalata arriviamo al Gpm, da dove assistiamo al meteo in evoluzione, con il vento che sposta verso nord est la perturbazione ed il panorama che si apre verso sud est.

























Il Gruppo del Carega è ben visibile, così come Pian delle Fugazze e l'Ossario del Pasubio dove, ore dopo, saremmo passati.

Non manca il selfie ricordo prima di riprendere a pedalare.
Iniziamo umo dei tratti più belli e panoramici di giornata, che dal Coni Zugna ci porta a Passo Buole.

Una lunga serie di single che le foto raccontano meglio delle parole.





Arriviamo a  Passo Buole

Tempo di scendere in direzione Vallarsa lungo il 117.























































Dal 117 passiamo al trail che ci porterà poi ad agganciare il bitume poco prima di Zendri, dove è presente una fontana.
Pochi km di bitume fino ad arrivare alla galleria chiusa poco dopo Ometto e prendiamo la strada forestale che sempre in salita ci porterà a Colletto Siebe.
A seguire agganciamo la strada in bitume - ma chiusa alle macchine - che ci porterà al Rifugio Campogrosso.
Tempo di fare sosta panetto e coca circondati dai concorrenti e organizzazione della Trans d'Havet, partiti da Valdagno a mezzanotte per un Trail Running di 80 km x 5500.
Rispetto!
Dopo aver visto che i concorrenti provenivano dal Sentiero della Pace - che avremmo dovuto prendere noi in senso contrario - decidiamo di non disturbarli e di prendere la Strada delle Sette Fontane (chiusa alle macchine) che ci condurrà comunque a Pian delle Fugazze.
A seguire proseguiamo per l'Ossario del Pasubio

per poi dirigerci verso la novità di giornata ossia il Ponte Sospeso sulla Strada del Re.
Le immagini anche stavolta raccontano meglio delle parole.
























































Andiamo a riagganciare la Strada del Re e arriviamo a seguire a Rifugio Campogrosso.
Tempo di fare discesa e, dopo alcuni km di tornanti, deviamo su sterrato in direzione Stumpese attraversando il Rotolon

Un continuo susseguirsi di single e trail in salita ci condurrà a Malga Lora (fontana) e agganciamo l'asfalto che pochi km dopo ci porterà al Rifugio Battisti dove termina la prima tappa.




























Incredibile a dirsi ma poco dopo il nostro arrivo comincia prima piovigginare poi a piovere in maniera più seria.

La tappa si conclude con 65 km e 3277 mt+ di ascesa pedalati in 6h 31'

Dopo una doccia calda e un panino con weissen ci avviamo verso una breve pennichella prima della meritata cena.
Il Relive del giro fa capire bene il percorso fatto ( la data del video è sbagliata, trattasi del 21 luglio e non del 22)
Tappa 2: Rifugio Battisti (VI) - Verona. Giorno 22/7, 2018

Il risveglio è contraddistinto da un meteo completamente diverso che se da un lato regala il sole dall'altra sottintende anche temperature più elevate.

Colazione e lasciamo il Rifugio Battisti e Marco, il suo simpatico e sempre disponibile gestore.

Si riparte direzione lo sterrato dei Grandi Alberi.


Con calma arriviamo a Malga Pizzegoro dove ci attende la salita più dura di giornata ossia quella che ci deve portare a Sella del Campetto.
Il caldo si fa sentire e il fondo è rovinato dalle recenti piogge.
A metà salita troviamo ferma una coppia di bikers a causa della rottura di una catena.
Nella migliore delle tradizioni oltre a non sapere come ripararla non avevano nemmeno uno smagliacatena.

La loro fortuna è che oltre ad essere equipaggiati c'era Luca...meccanico di bici.
Dopo la breve sosta proseguiamo a salire.

Arrivati al gpm, selfie ricordo perchè questa salita chiede sempre molto impegno.

Tempo di pedalare sul tratto più bello della giornata ossia quello che ci deve portare a Passo Scagina.
Come già scritto le foto in sequenza valgono più di tante parole



Da Passo Scagina a Malga Fraselle di Sotto e quindi la Val Fraselle in discesa, evitando il previsto single del monte Terrazzo a causa delle recenti piogge.
Ma anche la Val Fraselle in discesa è da prendere con le pinze in quanto rovinata dalle piogge.
Arriviamo a Giazza e prendiamo il bel single che con diversi mangia e bevi ci porterà ad agganciare il bitume che in salita ci condurrà prima a Contrada Tezze e a seguire a Bettola di Velo (in mtb e con zaino...)
Proseguiamo per Malga Vazzo dove uno dei proprietari, ci offre tagliere di salumi e formaggi con acqua e coca.
Grazie Franco (B)!
Manco a dirlo che appena arrivati inizia un temporale che termina ...poco prima di partire,
Qualche goccia di pioggia mentre andiamo a Roverè per salutare la mamma di Luca e poi breve dietro front per andare a prendere i single che, passando per Corlaiti e Campari, ci porteranno sul bitume poco prima di San Rocco.
Si prosegue per Caiò, Montorio e arriviamo a Verona dove finisce la seconda ed ultima tappa di questa bellissima due giorni.



Chiudiamo la seconda tappa con 66 km e 1476 mt+ di ascesa







Il Relive della seconda tappa

Relive 'RAID MTB TAPPA 2 (21072018) Rifugio Battisti — Verona'


Nel totale delle due tappe

131 km e 4752 mt+

che dicono poco se non vengono valutati il meteo, le condizioni e le difficoltà tecniche di molti tratti attraversati e non ultimo il fatto di avere uno zaino sulle spalle.
Un altro raid che metto nel cassetto dei bei ricordi, passato con splendide persone.
Grazie ragazzi!
Keep in touch!

giovedì 10 agosto 2017

Cactus Chronicles: Raid mtb "Skull" (8-9/8, 2017)

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Raid mtb di 2 giorni in solitaria, tra le Piccole Dolomiti e la Lessinia, tanto impegnativo quanto affascinante, in ragione dei tratti tecnici e dei diversi contesti paesaggistici nei quali ho pedalato.
Percorso disegnato da tempo, che contemplava tratti conosciuti a vere e proprie prime volte, uno degli obiettivi dei miei raid ed escursioni, ossia l'esplorazione di nuovi tratti, per conoscere sempre più i territori in ottica future attività pedalatorie.

"Viaggiare per commuoversi di fronte ad un panorama.
Viaggiare per capire di non avere nient’altro che la propria libertà."
(A. Ranzani)

1° giorno (8 agosto 2017)
Il primo giorno del raid inizia a Rovereto, in Trentino, dove ero giunto col treno da Verona.
Lascio Rovereto direzione Rifugio Monte Zugna, mi attendono 18 km di salita che mi portano dai 197 mt della partenza ai 1865 mt della Croce del Coni Zugna.
Tratto anonimo ma pur sempre impegnativo quello dei primi 12 km fino ad Albaredo, dove alla fontana riempio borraccia.
Niente camelbak al seguito, ho studiato bene la posizione delle fontane nei due giorni e non dovrei avere problemi idrici.
Superati i 1000 mt di quota l'aria comincia a farsi più frizzante ma sto pedalando in salita quindi fa solo piacere.
Arrivato al rifugio è tempo di un paio di croissant ed un succo visto che avevo fatto colazione alle 0430.

Riparto direzione il gpm e ad un certo punto sulla dx del sentiero vedo delle corna e mi fermo.

Trattasi di teschio di camoscio, chissà se conseguenza di una predazione o di un cacciatore.
Arrivo alle rovine dei Forti della I^ guerra mondiale

e proseguo in ripida ed impegnativa salita verso la Croce del Gpm.
A sud è chiaramente visibile il Gruppo del Carega e sotto di me la Valle dei Ronchi.

La giornata non è limpidissima ma la temperatura è ottimale per chi pedala.
Non c'è anima viva in giro.
Sono i vantaggi di pedalare in settimana partendo molto presto la mattina.
Dal gpm breve discesa tecnica e quindi riaggancio il sentiero direzione Passo Buole.

A seguire un tratto bellissimo con lungo single in parte esposto che mette alla frusta la conduzione della mtb ma che conosco bene, avendolo più volte fatto da solo od in compagnia di Ale (S).
E' su questo tratto che sento pietre rotolare e vedo con la coda dell'occhio un camoscio che correva avendomi visto. 

Fermarmi al volo e fotografarlo non è stato semplice ma ho la macchina nella tasca laterale dei baggies.
Prima un teschio (skull in inglese), poi un animale vivo della stessa specie, il cerchio della vita...

"Effimere e senza valore sono le cose umane: ieri un moccioso, domani mummia o cenere. 
Trascorri dunque questo breve istante di vita in armonia con la natura e muori serenamente, come l’oliva che una volta matura cade al suolo benedicendo la terra che l’ha prodotta e ringraziando la pianta che l’ha generata"
(Marco Aurelio)

Proseguo su tratti che sono un promo motivazionale per la mountain bike.

Oramai vedo Passo Buole ma c'è ancora da sbogolarsi lungo single e strade forestali, fatte con il giusto flow in ragione del fatto che non c'è nessuno in giro anche se faccio la dovuta attenzione nelle curve cieche per evitare sorprese. 

Arrivo a Passo Buole

Ora inizia la discesa, tecnica a tratti, che da Passo Buole mi porta a Contrada Zendri lungo il 117.


Discesa che conosco bene, avendola ricognita anni fa e che poi ho inserito spesso nelle escursioni.

La lunga discesa da single diventa poi strada forestale e mi conduce ad agganciare la strada asfalta che conduce dopo qualche km a Zendri dove riempio la borraccia alla fontana.
Mi trovo in Vallarsa.
Proseguo per Ometti e alla galleria chiusa ricomincio lo sterrato, ho fatto circa 3 km di asfalto, tempo di rientrare al fresco dei boschi.
Passo davanti alla cascatella della Val Gerlano ma proseguo, fermandomi a riempire la borraccia alla fontana successiva.

Arrivo a Colletto Siebe e proseguo direzione Rifugio Campogrosso, dove poco prima entro in Veneto, nella provincia di Vicenza.

Panetto e coca, per prepararmi ad affrontare il tratto nuovo, mai fatto precedentemente.
Sia io che Ale (S) abbiamo fatto altri tratti che ci portavano al Rifugio Battisti, mia destinazione finale di giornata, ma mai il tratto in questione.

"I sentieri si costruiscono viaggiando"
(Franz Kafka)

Veloce discesa direzione Recoaro 1000 ma ad un certo punto svolto per agganciare uno sterrato.
Davanti a me il panorama delle Piccole Dolomiti, con in fondo il punto di arrivo.

Su sterrato arriverò al Rotolon che attraverserò per poi andare a cercare il sentiero successivo.

Il sentiero risulterà pedalabile per l'80% con un paio di tratti a spinta ma che si contraddistingue per la presenza di due fontane presso alcune malghe.

Supererò le contrade di Stumpese e Pre Alti e arriverò a Malga Lora, dove riapprofitto della fontana.
Fa caldo e bisogna bere.
Da Malga Lora riaggancio l'asfalto che mi conduce al Rifugio Battisti ma la variante mi ha permesso di stare in quota e facendomi risparmiare 300 mt circa di dislivello.
Arrivo al Rifugio Battisti e chiudo la prima giornata del raid.

Se ne sono andati 53 km e 3040 mt di ascesa

Saluto Marco, mi prendo una Weissen e toltami la maglietta e le scarpe mi sdraio sul prato.
Finita la birra faccio pure un'oretta di pennica.
Metto poi la mtb nel deposito, doccia e a cena zuppa d'orzo, carne salada e dolce di cioccolato e pere.
Ciacole con Marco e poi vado a dormire.






2° giorno (9 agosto 2017)
Sveglia, colazione e partenza.
Durante la notte ha piovuto un poco, l'aria è frizzante.

Il cielo del primo mattino è nuvoloso ma sono attrezzato per l'eventuale pioggia che comunque sia il meteo che il radar non prevedono e non vedono.
Direzione Malga Pizzegoro lungo il sentiero dei Grandi Alberi.

E' presto, pedalare in queste condizioni meteo ed in questo contesto è cibo per gli occhi e per l'anima, il mio senso della mountain bike, lontano anni luce da gare e raduni chiassosi.

Mi godo questo tratto, ben sapendo quello che mi attende davanti.

Arrivo a Malga Pizzegoro  e alzando il naso vedo in alto il gpm della Sella del Campetto.

Una salita durissima fatta parecchie volte.

Il profilo altimetrico da un'idea di cosa sto parlando.
Quando non manca molto mi giro e sulla dx si vede la partenza.

Il dislivello è evidente e si vede la stradina che in 4 km ti porta in cima, tra ripidi rettilinei e tornanti.
Arrivo al Gpm ed in cima sosto il tempo della foto volante a causa del forte e fresco vento.

Dal gpm mi attende ora il bellissimo tratto verso Bocchetta Gabellele.

Tratto stupendo che non mi stancherò mai di fare.
Arrivo a Bocchetta Gabellele e, prima di deviare per il Rifugio Bertagnoli, salgo sullo sperone di roccia.
In basso si vede il Rifugio Battisti e il Rotolon, ne ho fatta di strada e di salita.

Tempo di riprendere a pedalare, lungo  lo sterrato in discesa che mi conduce al Rifugio Bertagnoli.

Panetto e coca e prendo la discesa, perdendo quella quota che aveva regalato temperature fresche e piacevoli.
Si avvicina l'inizio del nuovo tratto, che mi deve portare al gpm di Campofontana.
In altre escursioni ero risalito via il ponte di Contrada Molino ma era tempo di provare qualcos'altro.


"Non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia"
(Ralph Waldo Emerson)

Subito ripida salita fino a Contrada Grazzari, poi inizio il single che in salita mi porterà verso Contrada Gerolin con un breve tratto iniziale a spinta.

Single pulito di fresco, con pendenze impegnative ma agile agile arrivo al gpm


Poche centinaia di metri e aggancio la Sp 43.
Alla mia sx vedo il Monte Falcone, ero li qualche ora prima. 
Quanta strada si fa in mtb se si ha allenamento e voglia di pedalare.

Se svoltassi a dx arriverei velocemente a Campofontana...ma il percorso non lo prevede.
Pochi km di bitume direzione Crespadoro, fino ad agganciare prima lo sterrato e poi il single che da Rancani mi porterà a Golge e quindi a Gaiga.

Mi attende un lungo mangia e bevi su single che mette sempre la gamba in tiro.

La quota è più bassa, le ore passano, il caldo si fa sentire e sudo parecchio.
Aggancio lo stretto bitume che da Durlo porta a Campofontana, agganciando pochi km prima la Sp.
Sono entrato nella provincia di Verona, mi sento quasi a casa...
Da Campofontana a Contrada Pelosi sarebbe meno faticoso se facesse meno caldo ma sono le 12 e sudo copiosamente.
A Contrada Pelosi vado da Ale (S), arrivato da poco dal lavoro e mi offre le cocacola promesse e del cioccolato fondente. Grazie ancora.
Ciacole ed impressioni sul percorso, visto che anche lui è un esploratore ed è interessato.
Riempio la borraccia e riparto,
Giù in discesa via Corno Barilla e poi si risale, prendendo la salita su bitume direzione Velo ma deviando poi verso Tezze, dove riempio nuovamente la borraccia.
Caldo allucinante e metto la testa sotto la fontana.
Proseguo per La Bettola ed infine arrivo a Malga Vazzo.

Ora di fare discesa e prendo la vecchia Legend che passa per Corlaiti, Campari, Bonomi, lungo bei tratti nel bosco.
Spunto sul bitume che mi porta a San Rocco.
Tempo di Pissarotta via Paravanto e arrivo a Mizzole.
Si riprende lo sterrato che mi porta al Piloton, dove concludo idealmente il Raid.

Arrivo a Ponte Florio e a seguire Verona.
Sosta da Luca (P) che mi attendeva in bottega per avere un resoconto del Raid al quale avrebbe partecipato non avesse avuto bagoli in questi giorni.

Chiudo il secondo ed ultimo giorno con 81 km e 2254 mt+ di ascesa.

Ha così termine questo raid in solitaria che, come negli anni precedenti, lascia in ricordo tante immagini e tante emozioni, difficili da descrivere.

"Una volta che hai viaggiato, il viaggio non finisce mai, ma si ripete infinite volte negli angoli più silenziosi della mente. 
La mente non sa separarsi dal viaggio"
(Pat Conroy)


Considerazioni

Lo zaino amplifica lo sforzo fisico con i suoi 4 kg tra barrette, cambio, saccoletto, antipioggia e copricasco, più cosine varie (batterie gps, cartine, radiolina Pmr) che prese singole pesano poche ma che sommate...
Ottimo il posizionamento del kit assistenza meccanica sull'orizzontale.
Eccellenti le nuove coperture, le nuove Nobby Nic nella versione Snakeskin DD
Alla fine un percorso che da Rovereto mi ha portato a Verona, attraversando 2 regioni (Trentino e Veneto) e 3 province (Tn, Vi, Vr).

134 km e 5294 mt+ di ascesa

Molto soddisfatto della condizione atletica, mai avuto problemi di crampi o cali di prestazione, ho pedalato sempre agile e regolare.
Lato cardio ho avuto conferma di essere nel picco di forma.
Ora riposo muscolare e poi domenica sgambata in bdc.
Keep in touch!

"Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto
che per quelle che avete fatto"
(Mark Twain)