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sabato 25 agosto 2012

Viaggio nella memoria ovvero... in mtb sul Pasubio (25/8). Il racconto

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Ogni uscita ha una storia a sè e regala soddisfazioni che possono derivare da molti fattori quali le persone con le quali pedaliamo, i sentieri e via discorrendo. Altre sono...magiche perché sono i luoghi stessi che regalano emozioni, se si è in grado e si ha voglia di provarle. Perché è proprio di questo che vi voglio scrivere oggi descrivendo l'uscita odierna. Oggi eravamo in 4 a pedalare (Cactus - scrivente - Roby, Ale e Paolo) lungo i sentieri di luoghi che hanno scritto pagine di storia: il Pasubio. Pedalando ho pensato a mio nonno Lazzaro, Cavaliere di Vittorio Veneto, classe 1896, Brigata Sassari, ferito ad una gamba durante i combattimenti sul Carso. Grazie a quella ferita probabilmente lui si salvò ma moltissimi suoi commilitoni no perché la 1^guerra mondiale cancellò per sempre intere generazioni di uomini, lasciando soli/e a casa centinaia di migliaia di mogli, madri e figli/e oltre che fratelli e sorelle. Ma passiamo al racconto della giornata. Alle 0700 Roby è passato a prendermi a Verona e da lì ci siamo diretti al Rifugio Campogrosso nelle Piccole Dolomiti Vicentine dove siamo arrivati alle 0830 e dove abbiamo trovato Paolo ed Alessandro. Pronti via ed eccoci partire. Traccia preparata da giorni e la decisione di scrivente di salire al Rifugio Papa via Strada degli Scarubbi in salita e Strada degli Eroi in discesa. 

La scelta è stata premiata ampiamente e questo è il percorso che sicuramente vi consiglio. All'inizio prendiamo un bel sentiero a tratti tecnico che ci porta a Pian delle Fugazze e quindi su asfaltata ci dirigiamo verso l'inizio della Strada degli Scarubbi che rimane asfaltata per un certo tratto e poi diventa sterrata. Pendenza costante, che permette comunque di ciacolare se si vuole godere in pieno del momento e dei luoghi. Alcuni tratti sbarrati dai forestali per i tagli degli alberi non ci hanno fermato e abbiamo continuato a risalire i 10 km che ci separavano da Rifugio Papa. Con noi risalivano o scendevano qua e là altri bikers (anche un tot di Teste di Ferro) e man mano che si saliva non potevo fare a meno di avere pensieri in bianco e nero con immagini di soldati e mezzi incolonnati. Oggi le temperature erano particolarmente elevate e abbiamo sudato tantissimo ma arrivati al Rifugio Papa (1928 mt) l'aria fresca della quota e le nuvole basse ci hanno raffreddato all'istante e dopo esserci messi qualcosa di asciutto  siamo entrati dentro ordinando 4 polenta, funghi e salsiccia e birre medie. Una volta terminato il pranzo abbiamo preso in discesa la Strada degli Eroi, che sopratutto nella prima parte ha dei tratti da pelo, in termine sia di paesaggio sia di...esposizione (ma è meglio pedalare senza pensarci troppo). 


Nella 2^ metà della discesa, quando oramai il tratto è per così dire normale mi gioco malamente in successione 3 Jolly: foro l'anteriore, scivolo con l'anteriore su un tratto di ghiaia spessa e quindi mi si rompe all'improvviso il supporto della GoPro. Per la foratura scopro che la mia camera di scorta di emergenza era bucata (forse tagliata dal multitool) e prima ancora di pensare ad utilizzare il FlexGel con una toppa, ecco che Roby mi passa la sua. Sulla scivolata a centro curva, poco da dire, mi sono fatto nulla o quasi (grattone sul gluteo) e sulla GoPro è la 2^ volta che mi succede e il supporto sul manubrio si "frattura" nello stesso identico punto. Vedremo, comunque fortunatamente i video dell'uscita erano stati tutti già fatti, compresa la Strada degli Eroi nel tratto più affascinante. Arrivati alla fine dello sterrato ci dirigiamo via bitume al Rifugio Campogrosso e quindi dopo aver bevuto qualcosa assieme ci dirigiamo verso le macchine e ci salutiamo.
Per la statistica pedalati 46 km con 1500 mt di dislivello. 


Un grazie per la bella compagnia a Roby, Ale e Paolo.
Giornata che rimarrà impressa nella mia memoria perché oggi non ho pedalato per stabilire un tempo cronometrato... ho pedalato nella memoria.
Tra qualche giorno lo spettacolare video quindi...stay tuned.

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