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domenica 25 settembre 2016

Cactus Chronicles: uscita mtb in Lessinia col nuovo casco (25/9, 2016)

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Uscita mtb senza pretese relative a distanza e dislivello, solo la voglia di pedalare in Alta Lessinia per puro piacere, infilandoci anche la voglia di provare sul campo il nuovo casco, ancora una volta marchiato RH+, questa volta nel modello trail.

Parto con la macchina da Verona, parcheggio ad Erbezzo e quindi parto alle 0815 in mtb, già da quota 1118 mt. 
Temperature belle fresche, il termometro dice 13° ma quelli percepiti sono sicuramente di meno.
Direzione nord, prendendo, dopo un breve tratto in bitume, la dura salita su pietre delle Pontare.
Mi preoccupo un po per il ginocchio che sento tirare ma il rapporto più agile riporta tutto alla calma sia fisica che psicologica, della serie non voglio ricadute.
Gambe molto legnose, non ho recuperato dall'uscita bdc di venerdì, dove più che nella salita della Peri-Fosse le ho divelte tirando come un folle nel tratto Bellori - Quinto.
Terminata la dura salita, continuo direzione nord, 

riprendendo il bitume presso Malga Spazzacamina.
Arrivo al Bivio del Piocio e proseguo su sterrato fino a Monte Castelberto dove fisserò il gpm di giornata.
Riprendo la Translessinia

supero Podestaria, Monte Tomba e arrivo a  Bocca di Selva.
A seguire sentieri e sterrati che mi conducono a Malga Masetto

e quindi discesa che mi condurrà nel Vajo

e a seguire il Baito dei Pastori, dopo tanto tempo questa volta fatto in discesa. 

Arrivo a Contrada Scandole e poco dopo prendo il bitume che in pochi km mi riporterà ad Erbezzo dove finisco questo giro mattutino.

Chiudo con 34 km scarsi e 864 mt di ascesa.

Bpm che testimoniano come oggi me la sia presa comoda, visto che ho pedalato con un cardio medio di 139 e max 176.

See ya!

venerdì 23 settembre 2016

Cactus Chronicles: storie di bdc, salite, polpacci ed eternit (23/9, 2016)

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Ogni uscita in bici - che sia mtb o bdc - ha sempre qualcosa da raccontare. 
Ognuno scrive i propri racconti, enfatizzando quello che preferisce maggiormente: 
la propria prestazione, il territorio, la salita...ma anche tante altre cose.
L'uscita di oggi ne è la dimostrazione. 
Rifaccio un percorso fatto tante altre volte ma ogni volta è diverso. 
D'altronde Saramango scriveva:

"Il viaggio non finisce mai. 
Solo i viaggiatori finiscono. 
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. 
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. 
La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. 
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. 
Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. 
Bisogna ricominciare il viaggio. 
Sempre. 
Il viaggiatore ritorna subito." 

Parto da Borgo Santa Croce (quartiere di Verona) direzione Diga del Chievo. 
Le temperature sono oramai più basse, d'altronde siamo in autunno.
Voglio salire in quota, sentendo le sensazioni del momento e decidendo che strada fare mano a mano.
Su lungadige Attiraglio aggancio un duo di stradisti con le maniche lunghe.
Hanno una buona media oraria quindi mi accodo per un breve tratto ma continuano a viaggiare affiancati, il che non mi piace molto.
Mi stacco leggermente ma arrivati alla diga, prendono anche loro per la ciclabile del Biffis.
Rimango staccato di qualche metro, non voglio superarli e fare da locomotiva e non voglio ciucciare ruota.
Superiamo tanti stradisti e dopo Bussolengo si aggancia altro stradista che decide di ciucciare la mia ruota.
A Sant'Ambrogio il duo svolta a destra ed io proseguo.
Aumento la velocità, lo stradista (di compagine cittadina) ciuccia lo ruota e nonostante faccia segno col gomito, non da cambi allora io calo un poco
Arrivati alla salita di Rivoli scalo e accelero, salendo a cannone la prima rampa.
Lo stradista si stacca leggermente, si mette en danseuse e cerca di prendermi.
Rallento, lo faccio avvicinare e poi do un altro tirone.
Oramai è dietro.
Supero il gpm e poi giù in discesa.

Mi fermo per la foto sul punto panoramico e da dietro non arriva nessuno, probabilmente lo stradista ha girato per la pale eoliche.
Riprendo e arrivo a Rivoli. 
Che faccio? 
Verso il lago o verso nord?
Prendo verso nord.
"Andiamo a comandare" ...sulla Peri - Fosse.
Temperature in crescita, seguo la ciclabile, a Peri attraverso il ponte sull'Adige e attacco la salita.

La Peri - Fosse è una bella salita, me la godo senza tirarmi il collo, bpm sotto controllo ma alla fine si tratta di aspettare il 9° tornante, li non puoi barare, inizia il tratto più duro e più lungo.

Anche quello se ne va ma non è un passeggiata anche perchè mi godo sempre tutto ma... al 99% perchè ascolto sempre il mio ginocchio destro, spero che l'anno prossimo non sia più così.
A Fosse fa decisamente più fresco, smanicato e quindi giù in discesa verso sud..
Sul tratto  Fosse - Bellori, sosta volante ai margini della strada per un bisogno volante e per puro caso vedo sotto di me, nel bosco, che qualcuno ha gettato dell'Eternit.

Complimenti a questo genio, magari ha pure dei figli...
Riprendo la discesa e a Stallavena spunta uno stradista che penso fosse partito da poco, il quale mi supera.
Accellero per agganciarlo e poche centinaia di metri dopo sarà cosa fatta.

L'occhio mi cade subito sui polpacci, veramente enormi.
Ciuccio ruota per un po, poi gli do il cambio. 
Arrivati a Quinto, si stacca e non mi prende più anche perchè io ho tirato un fuori giri per attaccarmi ad altro stradista.
Un vero e proprio caccia a cui faccio fatica a ciucciare la ruota e non credo che fosse merito dei calzini...

Gli do un cambio e brucio tutto quello che ho e a Poiano, una volta avuto il cambio, lui prende lo Stargate e si allontana. 
Rallento, ho polpacci e quadricipiti in fiamme, ho tirato a bestia
Arrivo a Verona

chiudendo con 86 km e 1210 mt+.

Oramai sono prossimo ai 3000 km e ho superato i 35.000 mt+.
Per essere stato operato a marzo al ginocchio, non potevo sperare tanto.
Per la statistica bpm medio di 145 e max di 192.

See ya!

sabato 17 settembre 2016

Cactus Chronicles: mtb dal sapore autunnale (17/9, 2016)

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Uscita mtb decisa d'impeto al risveglio, nonostante la sera prima avessi pianificato dovesse essere in bdc. 
La pioggia abbondante della notte mi spinge a scegliere le ruote grasse, con un percorso figlio delle sensazioni del momento.
Temperature fresche alla partenza con cielo nuvoloso ma decisamente migliori al rientro, con sole e cielo blu.
Da Borgo Santa Croce (quartiere di Verona per i non scaligeri) prendo via Montorio fino ad arrivare a Ponte Florio e dirigermi verso il Castello di Montorio, a seguire Forte Preara, San Fidenzio, l' Agriturismo e arrivo a Santa Maria in Stelle.
Inizia il Piccolo Stelvio che affronto in modalità marathon.

All'ultimo tornante mi aggancia biker di nota compagine cittadina di stradisti, che sale su in modalità race
Mi chiede dove portano le strade in cima e poi mi chiede le indicazioni per Monte Santa Viola. 
Gli chiedo da dove viene e lui mi dice Borgo Trento (quartiere di Verona per i non scaligeri).
Chiaramente uno stradista puro in uscita occasionale su mtb - cosa che mi confermerà - in quanto la pioggia della notte lo ha fatto desistere da un'uscita con la stradale, complice anche una recente caduta. Vedo che in curva fa attenzione e gli dico che ha le gomme durissime, cosa che lui mi conferma. 
Ai piedi della salita per la Gualiva parte come un caccia mentre io salgo col mio passo regolare.
A Romagnano lo vedo che passa per la direttissima mentre io preferisco il giro antiorario e quando i due sterrati si uniscono lo vedo nuovamente - molto più vicino - che sale per la direttissima cementata mentre io, ancora una volta, continuo per il verso antiorario.

Arrivo alla pineta di Monte Santa Viola e decido di proseguire fin a Cerro e andare a prendere la Pissarotta in discesa.
Al Confin prendo la salita verso Paravanto ed una volta agganciata la SP, mi dirigo prima verso Verona e poi svolto verso Caiò.
Una volta a Caiò prendo lo sterrato a sud del Monte Grigi e mi dirigo verso Castagnè.
Arrivato a Castagnè proseguo per sterrati verso Randolari e Monte Mezzane.

Al Pian prendo per scurtoli e sterrati fno a Montorio, dove mi fermo per lavare la mtb.
Riparto e poi arrivo a Verona 

chiudendo con 61 km e 1400 mt+, di poco scarsi, di ascesa.

Cardio con 148 bpm di media e 180 max.

Sella - come per la bdc - leggermente più bassa da oggi, con sensazioni positive.
Ginocchio che non ha restituito problemi ma aspetto come al solito qualche giorno prima del verdetto.
See ya!

domenica 11 settembre 2016

Cactus Chronicles: bdc sulla Peri-Fosse con Hinault e Rinaldo (11/9, 2016)

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Uscita bdc che si sviluppa su un percorso che in partenza non avevo pianificato ma si sa che il futuro deve sempre essere scritto.
Due gli stradisti che mi fanno compagnia, uno virtuale ed uno in carne ed ossa.
Il primo (virtuale) è Hinault che con la formula 0,885 x AC (altezza cavallo) mi restituisce un'altezza sella leggermente più bassa rispetto al recente passato. Vedremo tra qualche uscita...
Il secondo (in carne ed ossa) è Rinaldo, uno stradista di Borgo Venezia che mi aggancia poco prima di Ponte Catena.

Da quel punto in poi, sarà un giro in coppia con cambi regolari.
Ottimo il ritmo, che ci permette di superare senza mai essere superati, dall'inizio alla fine.
Rinaldo è il classico passistone, uno di quelli che una volta impostata la velocità, la tiene inchiodata li.
Quindi lasciato Verona, prendiamo la ciclabile del Biffis, superiamo Bussolengo e arriviamo all'inizio della salita di Rivoli. 
A quel punto rimaniamo affiancati e tra pedalate e rampe ci presentiamo a vicenda e, circa il giro, mi dice di voler fare la Salita della Peri-Fosse.
Tenuto conto delle buone sensazioni, decido di farla anch'io e finire il giro insieme a lui.
A Peri usciamo dalla ciclabile ed arriviamo ad inizio salita, che affronto quest'anno per la prima volta, considerando l'operazione al ginocchio di marzo.
Impostiamo il nostro ritmo e alla fine del primo tornante agganciamo una stradista e fino al quarto stiamo con lei, poi si stacca e proseguiamo in coppia in attesa del famigerato nono tornante, il più duro.
Arrivati a Fosse è ora della discesa che ci porterà in direzione Verona via Lugo, Bellori, Grezzana.

In questo tratto, così come in tutto il giro odierno, ho apprezzato i nuovi occhiali, dei Neon fotocromatici che alla prova del fuoco mi hanno pienamente soddisfatto.

Arriviamo a Verona chiudendo con 81 km e 1081 mt di ascesa accumulata.

Lato cardio bpm medio di 156 e max di 185

See ya!