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sabato 27 maggio 2017

Cactus Chronicles: Lessinia mtb "Voodoo" Marathon (27/5, 2017)

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Marathon mtb in Lessinia in compagnia di Ale (S) lungo un percorso disegnato da scrivente, tanto spettacolare quanto impegnativo.
Un percorso che vede le nostre ruote grasse poggiare su buona parte dei migliori tratti della Lessinia occidentale e centrale.
Raggiungiamo la Lessinia di prima mattina e parcheggiamo la macchina tra Velo e Roverè, nell'area picnic sotto il Monte Stoze.
Packaging diverso tra me ed Ale che preferisce mettere tutto nello zainetto (dal Camelbak alle barrette al kit di assistenza meccanica). 
Io preferisco dividere e alleggerire la schiena dove metto solo il Camelbak e le barrette, mentre sull'orizzontale metto un fast e il borsello per assistenza meccanica che, con il telescopico, preferisco non avere sotto il sellino.
Partiamo in mtb direzione Malga Vazzo, dove andiamo a prendere lo sterrato che ci condurrà a Val di Velo e a Purga.
Temperatura attorno ai 13° ma sembra più bassa in ragione dell'assenza di sole e delle nuvole del mattino, fenomeno comune in montagna.

Deviazione a dx e ci dirigiamo verso la Croce del Gallo e a seguire l'impegnativa salita che ci farà superare le Laste, Monticello di Velo e Croce dei Parpari.

Tempo di prendere la forestale verso Malga Malera ed arrivare a San Giorgio.
Prendiamo la Translessinia, che ci condurrà a Castelberto.
Finora nessun biker incontrato e solo un paio di escursionisti, la temperatura in quota è sui 10/11°, quanto basta per fare a meno dello smanicato e rimanere in estiva, tenuto conto che dalla partenza a Castelberto abbiamo fatto solo salita.
Ora di entrare nella Lessinia trentina per un giro ad anello, lasciando quella veronese.

Da Castelberto prendiamo in discesa per Malga Coe di Ala e prima di Malga Maia riprendiamo a salire, lungo l'impegnativa e smossa salita in direzione Malga Lavacchietto.
A seguire Campo Retratto e arriviamo a nord del Bivio del Pidocchio quando mi accorgo di aver forato al posteriore
Stop a Malga Lessinia per un panetto e coca e, dopo un tentativo di mettere un Fast che non risolve, metto la camera.
Si riprende a salire verso Bivio Castelberto e per un breve tratto prendiamo al Translessinia, deviando poi per prendere la lunga discesa verso Lago Boaro e a seguire Malga Dosso.
Il tratturo termina e si tratta ora di andare ad angolo di bussola verso il Vajo dei Modi e prendere l'impegnativa salita che ci porta a Bocchetta della Vallina

Si prosegue verso Malga Tommasona

e poi altro angolo di bussola per prendere il single, nascosto alla vista, che porta a Contrada Arnezzo.



Poco prima di Contrada Arnezzo...foro il posteriore...ossia la camera messa a Malga Lessinia.
Non sappiamo se ridere o pensare a riti voodoo di qualcuno che non mi vuole bene ma una volta messa la camera di Ale non ci resta che fottercene della sfiga e ripartiamo.
Arriviamo a Contrada Arnezzo, che dovremmo attraversare per agganciare il sentiero successivo, ma l'accesso è chiuso da diversi nastri.
Ale nomina la contrada come debikerizzata e non ci resta che aggirarla per campi.
Andiamo a prendere il single che ci porta al Vajo dell'Anguilla e, una volta raggiunto, procediamo per il Ponte dell'Anguillara.
Breve tratto in bitume e deviamo per Contrada Scandole, dove approfittiamo della fontana.
Oramai il caldo è arrivato e sarà sotto il sole che faremo a buon ritmo l'ostica salita del Baito dei Pastori, proseguendo poi sempre in salita fino a Campo Rotondo.

Poche centinaia di metri di bitume per andare ad agganciare lo sterrato che ci condurrà a Malga Brol.

Arriviamo al Grietz e ci dirigiamo verso l'ultima impegnativa parte del nostro marathon, con una serie di mangia e bevi, con tratti in salita spesso impegnativi.
Le gambe di entrambi girano bene, senza mostrare cedimenti e rimaniamo sempre appaiati.
Su sterrato superiamo la Contrada Tai e a seguire quelle di Ucchesi e Rossolini, arrivando quindi alla Croce del Pezzo.
Arriviamo a Valdiporro e su bitume rimarremo per alcuni chilometri arrivando a San  Francesco, dove approfittiamo della fontana e del bar, per un meritato panetto e coca.
Ripartiamo iniziando una lungo e spettacolare serie di single nei boschi che ci condurrà a Pazzocco e quindi ad Erbisti...dove foro nuovamente al posteriore.
Camere finite ma niente panico, io e Ale siamo pronti per (quasi) tutte le noie meccaniche ed è quindi la volta di un pezzo di camera e della colla.
Riti voodoo...respinti.

Ripartiamo per l'ultima parte del marathon, che non è ancora finito ma che prevede di superare, su sterrati e sentieri, Jegher, il Gorgo, Capraia e gli spettacolari single del bosco del Monte Capriolo.

Arriviamo a Roverè e, dopo un tratto in bitume, arriviamo al Monte Stoze dove chiudiamo l'impegnativa uscita.

Alla fine saranno 84 km e 2700 mt+ di ascesa accumulata.

40 i km in salita, con pendenza percentuale media del 12,7%.
34 i km in discesa, la maggiorparte offroad, con tratti tecnici.
Veramente  pochi i km di pianura, che battezzano l'uscita come impegnativa.
Direi ottima la tenuta e la gamba per entrambi.
Come tutte le uscite in montagna è stato fondamentale essere organizzati in termini meccanici e logistici.
Scarse le fontane lungo il percorso e quindi con le temperature estive consiglio per un lungo di avere un Camelbak o almeno doppia borraccia.
In termini di assistenza meccanica non si può rischiare su un lungo di uscire con solo fast e la camera di scorta è obbligatoria.
Si rende comunque necessario avere al seguito diverse toppe e del mastice o colla idonea, nel caso bucaste la camera
Chiaramente do per scontato un multitool (direi obbligatorio col perno passante) ed uno smaglicatena.
I miei Michelin Wild grip con Slime questa volta mi hanno tradito ma tenuto conto che è arrivata l'ora di cambiarli, ritornerò a montare dei Nobby Nic, molto probabilmente nella versione Snakeskin DD.
Un saluto ed un grazie ad Ale per la solita bella compagnia in questa impegnativa uscita.
Keep in touch!

domenica 21 maggio 2017

Cactus Chronicles: randonnée+ a/r =245 km in bdc (21/5, 2017)

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Giornata di legna in cascina quella odierna e che inizia alle 0500 di domenica, con la sveglia che suona e dice che mi devo alzare, ho la Randonnée del Garda da fare....che fa anche rima.
La manifestazione (non è una gara, non c'è classifica ma alla fine.. non sarà così) ha partenza alla francese tra le 0730 e le 0830.
Mi sono iscritto on line (10 euro, prezzo onesto visto che ci sono solo 2 controlli sul percorso ed un solo ristoro), devo fare solo la verifica e poi potrò partire.
Prima però devo arrivare a Sommacampagna, ridente (?) località a 16 km da casa, direzione SO.
Faccio colazione e alle 0600 parto, prendendo per il centro di Verona che vedrà oggi la Maratona

e mi dirigo verso San Massimo, poi la provinciale che porta dritto per dritto a Sommacampagna.

Verifica e consegna della Rando Card, dove far apporre il timbro presso i due controlli sul percorso.

Mi metto in fila e nell 'attesa mi giro intorno, 
La maggior parte non è solo ma con squadra, o coppie o gruppetti.
Personalmente non vedo lo spirito randagio tanto esaltato delle randonnée.
Vedo le bici e sento i discorsi, molto agonisti.
Chiedo ad un randonneur (uno dei pochi veri forse, visto che ha fatto la 1001 Miglia) e mi dice che da qualche anno la distanza dei 200 km è molto frequentata da gruppi di granfondisti.
Partenza, fa già caldo, dopo sarà peggio..
Già nei primi km dalla partenza, vedo semafori attraversati con rosso, gruppetti che invadono la sede stradale, macchine che suonano alle nostre spalle.

Man mano i gruppi si diradano e vado alla ricerca del gruppo migliore che possa rendere la Valdadige meno difficile, visto il sempiterno vento contrario per chi viene da sud al mattino. 
Mi trovo alla fine in un gruppetto la cui andatura è perfetta e in fila arriviamo a Ponton dove la giornata segna la sua svolta...infatti foro all'anteriore proprio quando comincia a sentirsi il vento contrario.
Mi fermo, i gruppetti sfilano, cambio la camera e riparto.
Da poco sono passati alcuni gruppetti, mi impegno per andare ad agganciare qualcuno, il vento è forte e sarebbe meglio essere in scia, risparmiando circa il 30% di energie.
Ne aggancio uno ma vanno troppo piano e poi forse fanno la 100 km, poi ne aggancio un altro ed idem come prima, mi supera uno ma va come un caccia....alla fine rimango solo.
A Zuane, nella discesa, vedo un gruppetto fermo per una foratura e più avanti un altro...beh, allora non sono il solo ad essere stato sfortunato.
Quando aggancio la ciclabile trovo il vento contrario più forte che abbia trovato quest'anno e si che l'ho fatta parecchie volte.
Setto la testa in modalità menefotto e proseguo. 
Incrocio uno stradista che spinge la bdc in senso contrario e gli chiedo se ha bisogno.
Partecipa alla randonnée...ma ha forato il copertoncino...fine dei giochi.
Tira mola e martela... arrivo in solitaria a Mori dove c'è il primo punto di controllo ed un piccolo ristoro.
Poco dopo arrivano alcuni gruppetti e quando partono mi accodo ed insieme arriveremo a Nago e a seguire Torbole.

Sosta volante, faccio la foto e poi in discesa li riprendo.

A Torbole inizia la lunga strada che ci deve portare a Peschiera, seguendo tutto il lungolago.
Il gruppo è numeroso e si viaggia ai 40 kmh di media.
Do due volte il cambio all'inizio poi vedo che qualcuno si nasconde e mi risparmio anch'io.
A Malcesine sento l'anteriore lasco e sono costretto per sicurezza a fermarmi.
La ruota è un poco sgonfia la devo gonfiare e da li inizia la mia personale guerra con soste ogni 25 km per gonfiare l'anteriore.
Riparto, imposto una velocità di 30 kmh ma sopratutto riprendo le mie 90/100 pedalate al minuto.
A Garda riempio la borraccia (una da 950 che è stata veramente fondamentale) e riprendo a pedalare, agganciando subito un duo
Lazise e Bardolino nel traffico e poi direzione Peschiera dove poco prima mollo il duo perché mi viene una crisi ma mi conosco  e devo solo continuare a pedalare.
A Peschiera ristoro e controllo, sono le 1300 circa e fa un caldo assassino.

Riparto, la crisi continua e finirà ai 170 km circa (per me che aggiungo l'andata fino a Sommacampagna, sul percorso sarei al 150° circa) quindi una ventina di km di gambe che non girano, fino a quando riprendo a pedalare bene, oramai mi conosco.
Salionze, Valeggio, Monzambano, Pozzolengo, Desenzano, Lonato, Solferino, San Cassiano, Cavriana, Volta Mantovana, Valeggio....la strada non finisce più ed è un continuo sali e scendi sulle colline moreniche.
Su una salita aggancio un trio della stessa squadra, con uno dei loro arrivato alla frutta candita.
Li supero e proseguo sempre in solitaria.
Soste volante ogni 25 km circa per gonfiare e riprendo a pedalare.

Potrei fermarmi, smontare la ruota, controllare per bene e magari mettere una pezza alla camera, forse è solo un microforo...ma non ne ho voglia
Arrivato in cima ad una collina mi fermo per una coca fredda e riempire la borraccia.

Vedo poi passare il trio di poco prima e riparto. 
Li trovo fermi ad un baretto ed io proseguo, mancano una ventina di km, viaggio sui 28/30 kmh, non manca molto e sto bene.
Quando arrivo a Valeggio so che manca poco, l'ultimo strappo in salita, poi pianura e la randonnée terminerà.

Arrivo, timbro sulla Rando Card, mi fermo una mezz'oretta, bevo coca (calda), mangio un panetto, regalo la bottiglia omaggio di vino e riparto... perchè devo tornare a Verona.
Da Sommacampagna a Bussolengo e quindi Verona.

Chiudo con 245 km + spiccioli metri e 1363 mt di ascesa accumulata.


Considerazioni personali e generali.
Inizio col dire che non credevo di trovare così tanti agonisti in una prova sulla carta da randagi del pedale ma effettivamente la distanza sarebbe da stradista, basta vedere le tappe dei pro.
Il regolamento dice che la media massima è di 30 kmh, quindi sui 200 km chiudi in 6h30'.
All'arrivo ho visto sull'elenco in mano ai controllori che i primi avevano chiuso alle 12 e qualcosa (era scritto a penna, mi sembra 45') ...ma con partenza alle 0730 da regolamento non potevi arrivare prima delle 1300...
Va beh, dettagli...
Dopo Peschiera ho avuto la sensazione che qualcuno avesse tagliato il percorso.
Un paio li ho visti (hanno sbagliato strada diciamo...) ed in un'occasione mi è passato davanti uno mentre gonfiavo l'anteriore e che pochi minuti dopo, una volta ripartito, non l'ho visto nemmeno in lontananza, avendo passato due rotonde lungo il percorso che probabilmente lui aveva preso in altra direzione rispetto alla traccia.
Dopotutto basta guardare il percorso da Peschiera in poi sulla mappa per capire come fare....
Occorreva mettere un controllo segreto (come previsto da regolamento) a Castel Venzago e a qualcuno non sarebbe passato per la testa.
Io avevo la traccia ma era impossibile sbagliare, c'erano frecce della randonnée là dove era necessario (rotonde ed incroci).
Comunque poco importa, non c'era classifica...affari loro
Non credo ripeterò l'esperienza ma potrei fare la Verona -Resia (300 km) il prossimo anno, visto che ho un mezzo accordo con un collega, vedremo...
Sono comunque molto soddisfatto, 245 km in sella sono tanti
Ho fatto il tratto della Valdadige in solitaria con forte vento contrario, così come il tratto da Peschiera all'arrivo - forse il più duro - con il sole del primo pomeriggio e i continui mangia e bevi.
Ho bevuto spesso e barretta ogni ora pedalata.
Ma la prova mentale sono stati i 25 km post randonnée che mi hanno riportato a Verona e che ho fatto ai 28/30 kmh e che mi hanno fatto capire che avevo ancora benzina nel serbatoio per poter continuare ancora a pedalare.
Menzione d'onore:
- alla mia pompa che in 30 secondi mi permetteva di riportare la camera ai bar necessari;
- alla borraccia da 950 con i sali.




Fine post con menzione speciale per Luca (P) che, con un bellissimo 2h29', conclude 5° degli M6.
93° assoluto (su 556) nella Passo Buole Extreme in quel di Ala (Trento).
Salita verso Passo Buole fatta a cannone, in sella alla sua Cannondale Scalpel FSI 2017 e discesa senza rischiare.
Come scrittomi su Whatsapp da Ale (S), Luca non bisogna sfidarlo nemmeno con ebike!

Per Ale (S) fine settimana da babbo sitter.
Si rifarà settimana prossima quando faremo un lungo in mtb in Lessinia.
Keep in touch!

sabato 13 maggio 2017

Cactus Chronicles: uscita bdc... a consumo (13/5, 017)

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Uscita bdc che, come recita il titolo, è stata a consumo, nel senso che l'ho adattata alle energie che mano a mano si esaurivano, con un fattore finora non previsto, ossia il primo vero caldo, che a fine giro ha consumato più velocemente quello che era rimasto.
Partenza poco prima delle 0800, direzione Lugo.
Temperatura di 15°, parto leggero, in estiva con antivento indossato e che a Quinto sparirà nella tasca posteriore.
Da Quinto a Lugo e Bellori ed inizierà la prima salita salita di giornata ovvero la Bellori-Fosse.
Sono 10 km circa, al 5.6% circa, con un tratto duro con media al 10% ma punte al 13.7%, come recita il nuovo gps per la bdc (Bryton 330 con cardio e sensore velocità/rpm).

Nei tratti in ombra umido a terra, ricordo della pioggia della notte appena trascorsa.
Tanta umidità anche nell'aria ma pedalando in salita sembra quasi evaporare del tutto.
Arriverò al gpm (prima foto del post) ed indosserò l'antivento, incrociando in discesa alcuni stradisti in salita.
Mi arriva messaggio di Luca (P) per un'uscita in mtb Verona - Corno d'Aquilio, con partenza alle 1330...ma io sono già in movimento.
A Peri vado a prendere la Ciclabile del Sole che mi porterà a Zuane

A Zuane, sul tratto più duro, mi aggancia bel duo tirato, al quale mi metto a ruota, salvo poi vedere che uno dei due esplode...forse perchè era in invernale...mah...
Loro girano a sx mentre io svolto direzione Caprino, dove inizio la seconda salita di giornata ossia la Caprino-Prada Alta

Sono 16 km circa con pendenza media del 5.7% ma con punte del 14%, seppure per poche decine di metri.
Fino a Lumini più impegnativa (e dove becco, mi pare, Arduini in discesa e ci salutiamo a vicenda)
A Prada fa più fresco ma niente a che vedere con qualche settimana fa.
Le nuvole coprono quota 2000 mt, i rifugi Fiori del Baldo e il Chierego non sono visibili.

Al gpm vedo stradista che smonta la ruota e gli chiedo se ha bisogno d'aiuto.
Mi ringrazia ma dice che era solo una foratura e che non capisce dove sia successo.
Ciacoliamo un poco, poi ci salutiamo.
Appena inizia la discesa ne becco un'altro con la ruota bucata...
Segni premonitori?
Meglio non pensarci...
Giù verso San Zeno di Montagna.
Aria tersa e il Lago di Garda - con il Monte Pizzocolo con la solita nuvoletta di Fantozzi - è ben a fuoco, da Peschiera e Riva del Garda.

Da San Zeno sarà Castion e quindi Affi dove al Bicigrill consumo una meritata Coca Cola, il doping preferito dei ciclisti.
Da Affi prendo la Ciclabile del Biffis e quindi arrivo a Verona dove vado a prendere la Salita delle Torricelle (lato via Mameli).
Sono 4,5 km con pendenza media del 4.6%.

Al gpm discesa e mi dirigo verso Montorio, per andare a prendere la Montorio-Castagnè.
Sono 12 km in tutto con pendenza media del 4% ma la salita vera è quella da Montorio al Pian (5,3 km, pendenza media 5,4%).

Affronto la salita agile, il caldo comincia veramente a farsi sentire, il termometro di Montorio, seppure al sole, segnava 32°.
Mi sverniciano 3 stradisti ma erano freschi, tutti e tre salutano per primi, forse avevano capito che non avevo appena iniziato, essendo sudato, con antivento nella tasca posteriore ed un paio di barrette.
O forse erano solo ciclisti educati...
Al gpm discesa e mi dirigo verso Lavagno ma devio per prendere la Salita di San Briccio.

Sono 2,2 km con pendenza media del 6.2% e punte del 10%.
La subisco, ho finito l'acqua, c'è un caldo allucinante ma confido nella fontana al gpm.
Al gpm riempio la borraccia e va meglio.
Discesa e vedo che manca poco a superare i 2500 mt+ quindi sulla statale devio verso Mezzane ed una volta superato l'obiettivo faccio dietro front, anche perché ho poca acqua, quindi mi dirigo verso San Martino B.A.
Mi fermo ad un bar per una coca e mi ritrovo circondato da Ultras dell'Hellas, intenti a vedere la partita del Verona.
Volano i porchi, bevo la mia coca e riparto per terminare il giro.
Prenderò per le Ferrazze, quindi Montorio e Verona.

Chiudo con 165 km e 2663 mt+ di ascesa accumulata.

Ora prossima settimana, se il meteo tiene, mi avventuro in una Randonnèe organizzata di 200 km.
Keep in touch!

mercoledì 10 maggio 2017

Granfondo "Montagnana MTB Gold Race" 2017. Official 3D Tour (video)

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E' con piacere che posto il 3D Tour Ufficiale, da me elaborato per il Comitato Organizzatore della Granfondo "Montagnana MTB Gold Race".
Gara valida per il circuito MTB Emilia Romagna e che avrà luogo il 2/7, 2017 a Calestano (Parma).
Il video è visibile anche nella pagina ufficiale dell'evento:
http://www.teamlaverde.it/1/percorso_2017_1609577.html
Buona visione!

martedì 9 maggio 2017

Dare un nome alle montagne (5/5, 2017)

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Ecco i nomi delle montagne più importanti viste da un punto dell'uscita bdc del 5 maggio u.s.

domenica 7 maggio 2017

Cactus Chronicles: uscita mtb in compagnia di nuvole e pioggia (7/5, 2017)

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Uscita mtb giocata nel pomeriggio a causa di un risveglio in tarda mattinata.
Dopotutto ieri sera era il (53°) compleanno di DS e avevamo amici a casa per cena.
Inoltre alle 00.30 vado anche a recuperare Erede impegnata in una serata con amiche.
Quindi a nanna tardi e nessuna voglia di svegliarmi presto, nonostante Luca (P) mi avesse proposto un interessante uscita in mtb nella mattinata.
In mattinata meteo che le previsioni davano decente ma che il radar smentisce ora dopo ora e la pioggia leggera va e viene.

Scartata la bdc, è tempo di prendere la mtb e appena finisce un deludente Motogp parto sotto una pioggerellina che non mi lascerà quasi mai e che in quota viene assistita dal vento. 
Da Verona vado a prendere il Piccolo Stelvio e a seguire Salita della Gualiva, Passaggio della Corda, Contrada Maroni e Quercia.
Giù verso Villa Piatti, Villa Arrighi e vado poi ad agganciare la ex Salita Legend che mi porta al Pian.
Bitume che mi porta a Castagnè e sarà quindi ora di scendere verso le Rive Bianche e risalire verso il Monte Mezzane.
Arrivato al Pian, riprendo single e poi sterrato che mi porterà all'ex galoppatoio e a seguire l'ex percorso Legend che porta alle Ferrazze.
Sarà la volta di Montorio, dove urge un lavaggio mtb, e faccio poi ritorno a Verona.

Chiudo con 45 km e 1000 mt scarsi di ascesa, fatti a buon ritmo e con buone sensazioni.

Inizio uscita con gambe legnosette (uscita di venerdì) ma poi si sono sciolte e ho battuto bene il ferro.
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venerdì 5 maggio 2017

Cactus Chronicles: uscita bdc con sole e salite (5/5, 2017)

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Prima uscita bdc del mese di maggio, che vede finalmente il ritorno del sole e la presenza di due vere salite.
Qualche ora di permesso per approfittare della bella giornata e poco dopo ora pranzo sto pedalando sulla direttrice Verona - lago di Garda - Bussolengo, via Ciclabile del Biffis.

Da Lazise a Bardolino e quindi Garda, dove inizia la prima vera salita di giornata, che mi porterà al Passo dello Sceriffo.

Salita che inizialmente affronto cercando il ritmo, poi salirò su bene, senza strafare, arrivando al Passo senza incontrare anima viva, se non qualche macchina di crucchi, oramai onnipresenti.

Al passo dello Sceriffo indosso l'antivento e giù in picchiata verso Lumini e a seguire Zuane, per andare ad agganciare la Ciclabile del Sole che mi porterà a Peri, dove inizia la seconda ed impegnativa salita di giornata.

Vento fastidioso per qualche km e poi a tratti senza una bava d'aria, con il sole che scalda parecchio facendomi ben sudare. 

Forse troppo allegro all'inizio, poi al 9° tornante infilo il rapporto più agile per salvare la gamba e arrivo a Fosse dove ci scappa un coca volante al baretto.
Tempo di smanicato e giù in discesa verso Lugo e Bellori, con le gambe all'inizio un poco legnose ma, grazie alla discesa, recupererò in fretta.
Da Grezzana a Verona ed è tempo di salite Mondiali ovvero le Torricelle nei due sensi (da Porta Vescovo all'andata e da via Mameli al ritorno).

Gambe che girano bene e al Gpm del ritorno penso di farmi la salita Verona - Castagnè ma il DS mi chiama al cellulare per fare una commissione quindi faccio ritorno a casa.

Chiudo con 121 km e con poco meno di 2000 mt di ascesa accumulata.

Buone le sensazioni generali.
Nella stessa giornata anche Ale (che non riesco a convincere a prendere una bdc) si fa un lungo per fare fondo, pedalando la mtb su bitume.
Chiuderà con 100 km x poco meno di 2000 mt+, pedalando le salite di Campofontana e Camposilvano.
Bravo Ale.

Ora credo che uscirò domenica qualche ora in bdc, nel tardo pomeriggio.
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