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martedì 31 agosto 2010

Uscita mtb del 28/8 ovvero...attenti ai quei 2 (+3) = 5... : il video!

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Ecco il video della bella uscita di sabato 28 agosto in area Carega. Gustatevi l'audio di sottofondo di immagini e filmati e cercate di ricordarvi dove l'avete già sentita quella musica...Buona visione!

domenica 29 agosto 2010

Ebook: "Bike Repair & Maintenance For Dummies Edition 2009"

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Potete scaricare il libro in oggetto QUI  QUI
NB: links esterni al blog!

sabato 28 agosto 2010

Uscita mtb del 28/8 ovvero...attenti ai quei 2 (+3) = 5...

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Gran bella uscita quella odierna, densa di colpi di scena oltre che di panorami e tratti stupendi, tratti impossibili e qualche rischio e...ma andiamo per ordine. Già da tempo con Roby avevamo in mente di fare un uscita verso il Carega e nonostante Dimitri ci avesse invitato (grazie!) con l'MTB Golosine a fare "la Strada degli Eroi" in zona Pasubio, noi alle 7 siamo partiti da Verona direzione Giazza. Siamo arrivati a Giazza attorno alle 0750 e la prima cosa che abbiamo notato appena scesi dalla macchina era...la temperatura di 17°, ovvero quasi 10° in meno rispetto alla partenza da Verona, a cui si aggiungeva un lieve ma fastidioso venticello. 


Una volta parcheggiato la macchina notiamo un furgone con 3 mtbikers intenti a preparare la bici. Si sà che la solidarietà tra bikers è notevole e quindi ciacoliamo un pochettino. Anche loro hanno la stessa nostra traccia (presa da mtb-forum). Sono di Jesolo, Venezia (Claudio, Olivio e Dario ovvero "Escursionisti MTB Jesolo" ), hanno tra i 46 e i 50 anni) e sono partiti alle 5.30 per venire a Giazza a provare il percorso e vedere le zone. Io e Roby siamo già pronti e la temperatura non permette di perdere troppo tempo e quindi decidiamo di partire dandoci appuntamento lungo il percorso, tanto sarebbero ripartiti da lì a poco. Prendiamo l'asfaltata in direzione Passo Pertica. Superiamo quindi Rifugio Boschetto (dove ci imbattiamo in 2...lama), Rifugio Revolto e da lì inizia lo sterrato. Superiamo quindi il cancello e continuamo a salire. La gamba è in giornata e detto il ritmo salendo di buona lena. Arriviamo in poco tempo al Rifugio Pertica. Sin dal Rifugio Revolto avevamo notato numerose macchine parcheggiate lungo la strada e quindi la nostra ascesa dal Rifugio Revolto sarà contraddistinta dalla presenza di numerosi escursionisti.
C'è chi si sposta per farti passare e chi invece pare scocciato. Ma qui le mtb possono passare, la strada è più larga di 1 metro mentre sui sentieri in teoria il passaggio delle mtb pare sia vietato (sopratutto in Trentino dove pare siano più fiscali). Da Passo Pertica proseguiamo in direzione Rifugio Scalorbi. Gli escursionisti (veri o presunti) sono tanti ma si riesce a passare. Arriviamo quindi al Rifugio Scalorbi. Già a Passo Pertica avevamo visto in arrivo i bikers di Jesolo, con i quali ci incontriamo al Rifugio Scalorbi. Due ciacole, guardiamo il cielo (perchè nel primo pomeriggio sarebbe prevista pioggia) e ci preoccupiamo un poco di un meganuvolone che si avvicina velocemente verso il Carega. Prendiamo il sentiero n.109 come da traccia e iniziamo a salire verso il Rifugio Fraccaroli. Il sentiero non è semplice ma fattibile ma il problema sono anche le numerose persone lungo di esso. Vi sono tratti esposti che non perdonano un errore e di tanto in tanto il terreno è franato e tocca scendere dalla bici quasi al volo. Comunque proseguiamo fino ad arrivare all'inizio dei cosidetti ghiaioni. Non manca molto (circa 500 mt in linea d'area ma almeno circa 45' di pedalata) ,sono 7 tornanti alla cima. Arriviamo a quota 2050 circa e  mancano 200 mt di dislivello. La gente lungo il percorso è numerosa e il sentiero è stretto ed esposto. Guardiamo la nuvola in rapido avvicinamento e decidiamo di prendere in discesa il sentiero alla ns sx che taglia il Vajo dei Colori e di proseguire, da Rifugio Scalorbi, sulla traccia del percorso. Da Rifugio Scalorbi quindi proseguiamo in direzione Monte Plische. Il sentiero è fattibile, dei tratti esposti di tanto in tanto e dei tratti franati ci impongono la discesa volante dalla bici. Da Monte Plische arriviamo a Passo di Lora sempre pedalando e di tanto in tanto scendendo dalla bici. Nel frattempo il nuvolone ha coperto il Carega, ma oramai è alle nostre spalle. Da Passo Lora a Passo della Zevola è un delirio e il tratto di circa 1500 mt è fatto interamente a piedi perchè impossibile da affrontare in bici tra tratti esposti e fondo contraddistinto da sassi di medie dimensioni lungo un sentiero molto stretto. Arriviamo a Malga Terrazzo con la bici in spalla e scendendo tratti trialistici tali che quelli della Bike Extreme che abbiamo fatto settimana scorsa sembrano piste ciclabili per bambini! Quei pochi escursionisti che abbiamo incontrato tra Passo Lora e Passo della Zevola ci apostrofavano scherzosamente con frasi del tipo "ma voi siete matti". Il tratto più duro è stato quello fatto tra Monte Terrazzo e Malga Terrazzo: 300 mt di dislivello fatti con la bici in spalla o a piedi, che avrebbero buttato giù il più inguaribile degli ottimisti. Ma noi eravamo 5 over 40/45 con km di mtb sulle spalle e positivi nei confronti di tutto e tra una risata, una battuta e a "denti stretti" siamo arrivati a Malga Terrazzo. 
Trattasi di Malga "veramente" sperduta nel bosco. Qui abbiamo riempito le borracce di acqua e abbiamo cominciato la discesa nel bosco. 53 tornanti di pura adrenalina tra curve strette con gradoni, sassi e radici che ci hanno messo a dura prova. I primi tornanti hanno una pendenza elevata (sarà che sono i primi) ma arrivi alla fine dello sterrato sfatto. Alcuni tratti fatti a piedi, molti altri in bici e quando arrivi all'asfaltata vorresti baciarla. Da lì veloce discesa in direzione Giazza e alle macchine. Scambiamo le foto delle ns SD, un pò di ciacole e...comincia a piovere. Già la pioggia. Se avessimo proseguito verso Rifuggio Fraccaroli a quest'ora eravamo sotto la pioggia ad almeno 1h/1h30' dall'arrivo. E' stata quindi giusta la scelta fatta. Alcune note finali e considerazioni. Tra Passo della Lora e Passo Zavola alcuni escursionisti ci chiedono informazioni sul percorso. Ci fermiamo, mi tolgo lo zainetto, prendo la Kompass per fargli vedere dove si trovavano, evincendo la posizione dalle coordinate del mio Garmin e dalla schernata del punto di stazione (ho le Trekmap caricate + le Land Navigator). Ma il "capetto" del gruppo non poteva aspettare e mentre come un mona stavo aprendo la mappa decide di andarsene. Qualcuno, accortosi dell'azione ha cercato di salutare ma io sono salito in bici (alcuni dei ns erano ripartiti intanto) e li ho mollati 
lì apostrofando il mona  e gli altri che girovagano lungo il sentiero senza una cartina ma sopratutto senza sapere esattamente dove fossero. Poi dici che in montagna avvengono gli incidenti e la gente cade dai sentieri. Tra l'altro, si sono diretti verso il Passo Lora e il Plische mentre il nuvolone di pioggia stava investendo la valle.
Altra considerazione. La traccia utilizzata (da noi 2 e dai 3 di Jesolo) era quella scaricata da mtb-forum  relativa al giro in questione. Contrariamente a quanto scritto sulla descrizione del percorso alcuni tratti considerati pedalabili non lo sono affatto (tutti e 5 d'accordo) e nemmeno Fruet sarebbe riuscito a farli! A voi l'ardua sentenza. O sono tutti dei maghi o c'è qualcosa che non quadra. Comunque è stata una bella giornata di mtb in posti meravigliosi e con dei compagni di avventura veramente simpatici. Un salutone quindi oltre a Roby, a Claudio, Olivio e Dario e alla loro Jesolo. Alla prossima! PS: Lunedì metterò sul blog e sul mio canale Youtube il video dell'uscita: da vedere!

GF MTB del 29 agosto: South Garda Bike (MN) e Folgaria Megabike (TN)

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venerdì 27 agosto 2010

Uscita mtb del 28/8: Giazza - Cima Carega - Giazza.

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Confermo che l'uscita avente come percorso Giazza - Cima Carega - Giazza (traccia rappresentata in cartina) avrà luogo sabato 28 agosto, con partenza da Giazza alle ore 0800. Rientro nel pomeriggio. Iscritti ad oggi, oltre allo scrivente, Roby e Michele. Previsto bel tempo ovvero...un uscita da fare prima che sia troppo tardi (Cima Carega è a 2259 mt, è la montagna più alta del Gruppo della Carega e delle Piccole Dolomiti nelle Prealpi Venete. La montagna si trova interamente nella Provincia di Trento). Chi fosse interessato invii email o posti un commento. PS: avevo pensato di partecipare alla South Garda Bike o alla Folgaria Megabike questa domenica ma ho troppa voglia di fare questa uscita che, con l'uscita lungo il percorso della Bike Extreme, rappresenta il clou delle mie escursioni in quota quest'anno.

mercoledì 25 agosto 2010

"Tremalzo Attack" (21/8/2010) ovvero... il video ricordo

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Ecco il video ricordo dell'uscita del 21 agosto u.s., ovvero la scalata al Tremalzo da Limone sul Garda corrispondente al tratto della Bike Extreme ed in seguito la successiva discesa (ad un certo punto variante in discesa, differente dal percorso originale della GF). Buona visione!

MTB: prove percorso più pericolose delle gare

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Non vi è dubbio che i ciclisti su strada si siano fatti una 'brutta fama', spesso per colpa di pochi, che hanno contrassegnato un pò tutto il movimento, ma quello che sta succedendo sui sentieri e nel fuori strada con le mtb deve far riflettere. Molto spesso, in occasione delle varie granfondo o gare xc a tutti i livelli, vengono tracciati anticipatamente i percorsi di gara, ma non tenendo conto che in quei tracciati, specialmente durante la settimana e soprattutto in quelli che attraversano vigneti o piantagioni di vario genere, vi sono persone che lavorano, con mezzi motorizzati e che quando si devono spostare, ovviamente non stanno a guardare se arrivano bikers spericolati che si buttano a capofitto senza pensare a ciò che potrebbe succedere in caso si dovessero incontrare di colpo persone o mezzi motorizzati in lavorazione. Ancor più in questo periodo della vendemmia, l'attenzione deve essere maggiore e le velocità delle prove percorso moderate, poichè il livello di rischio è ben maggiore.Si ricorda che in caso di incidente con la mtb in una proprietà privata, la responsabilità è solo ed esclusivamente del biker.Questa osservazione arriva da molti organizzatori che lamentano questo fatto, che da un pò di tempo ha portato anche gli amanti delle 'ruote grasse' nelle pagine dei quotidiani a causa degli incidenti da loro procurati grazie alla loro sfrontatezza e sbadataggine.Certo, non si può fare di tutta un' erba un fascio, ma il ciclismo su strada ne è testimone: spesso e volentieri, a causa di pochi, quando ci si svela a qualcuno di essere ciclista, questo è subito pronto con una frecciatina o tanto più con una critica a sfavore di tutto un movimento senza distinguo.Il problema degli incidenti con le mtb, quindi, non ricade solo su chi ne rimane coinvolto direttamente, ma specie nei periodi di 'prova percorso', essi potrebbero arrecare importanti problemi agli organizzatori delle varie manifestazioni, che legano il transito della loro gara, al rapporto  con i vari 'proprietari terrieri' che concedono il passaggio delle gare in cambio di innumerevoli garanzie da parte, appunto, delle varie organizzazioni. In conclusione, il messaggio è quello di 'fare squadra' e rendersi tutti responsabili: organizzatori, per primi e bikers, poi, onde evitare che questo meraviglioso sport trovi difficoltà a causa di 'pochi' che per il gusto di rischiare a livello personale, potrebbero mettere in seria difficoltà un intero settore: quello organizzativo. Occhio, quindi, in prova percorso e non solo, anche nei sentieri e specie quando si transita nelle proprietà private, perchè il pericolo è sempre in agguato....e poi, se si incontra qualcuno che lavora nel proprio tragitto, un cenno di saluto cordiale non costa poi nulla! (Fonte: Solobike)

domenica 22 agosto 2010

21 agosto 2010: "Tremalzo Attack"ovvero... missione compiuta.

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L'uscita di ieri rientra nel novero delle "uscite obbligatorie" significando che, a mio parere, un mtbiker nelle ns zone (e quelle limitrofe)  almeno una volta nella vita deve andare a sputare sangue sulla mitica salita che da Limone porta a Passo Tremalzo. Erano anni che mi ero ripromesso di fare la salita e la discesa della Bike Extreme che molti biker m'avevano sconsigliato di fare. Hai voglia a studiare l'itinerario, l'altimetria, le pendenze, le percentuali, etc. Se non la fai non puoi capire. Dopo mesi di "chiacchere" si prende la decisione e con Roby stabiliamo la data del 21 agosto.
Il timore era che se perdevamo tempo con altre date rischiavamo di fare l'uscita con temperature più basse e che la cosa migliore sarebbe stata quella di approfittare delle belle giornate di sole previste. Con Dimitri avevamo parlato più volte quest'anno di questa uscita e quindi gli dico di estendere l'uscita a chi del suo gruppo (MTB Golosine) fosse interessato. Alla chiamata rispondono presente anche Michele (da San Bonifacio) il "butin" del gruppo (23 anni) e Vittorio (Team Todesco). Partiamo tutti da una ventosa Limone sul Garda in direzione dell'asfaltata che porta prima a costeggiare la statale del lungolago e poi  prendiamo a salire sempre su asfaltata per andare a prendere dopo 6 km circa lo sterrato che porta verso  Passo Tremalzo. 
Il tratto asfaltato è tutt'altro che semplice e ha pendenze importanti, la sveglia ci viene data subito, con le gambe che devono ancora carburare. Dobbiamo ancora iniziare e già stiamo faticando...e il bello deve ancora venire. Io all'inzio sono un pò inkazzato per il fatto che dopo tanto tempo sono sprovvisto del mio gps (in arrivo quello nuovo, un Garmin 605) e della traccia da seguire, con i miei waypoints fatti in casa e le indicazioni circa distanza e pendenza. Fortuna che sia Dimitri che Vittorio sono provvisti di gps (Garmin 705 - Garmin 305). Ma i veri conoscitori d'area sono il "Toy" ed il "Ciri" che hanno già fatto 2 volte il percorso. 
Il "Ciri" è un M5 con una gamba notevole che ci mette alla frusta sin dall'inizio e il "Toy" è il classico diesel che una volta partito, arriva ovunque.
Con loro Carlo un simpatico 50enne di compagnia con il quale si pedala e si ciacola in allegria.
All'inizio dello sterrato si aggrega a noi Gerard un biker austriaco dei dintorni di Innsbruck. Fino all'inizio della strada sterrata tutti ciacolano e si "riscaldano" ma il bello comincia a fine bitume. Toy ed il Ciri sanno che cosa li aspetta, noi nò. Lo sterrato si presenta subito ostico in termini di fondo, in quanto immaginavo che fosse migliore. La strada comincia a salire, noi tutti cominciamo a scalare i rapporti, il gruppo si sfilaccia, ognuno sale col suo passo anche se siamo tutti vicini con Dimitri che chiude il gruppo ed un Michele in giornata no che faticherà tutta l'uscita a stare dietro.
La salita è costante e non dà un attimo di tregua, nessuno più ciacola, ogni tanto ci ricompattiamo. Ogni tanto una macchina scende (quasi tutte Panda). Fà caldo e la strada non smette un attimo di salire, con pendenze di non poco conto che possono essere affrontate solo se si è allenati, non c'è spazio per le improvvisazioni ciclistiche. Il panorama è stupendo, tra boschi e viste mozzafiato. Ma la strada è ancora lunga.
Arriviamo alla cascata del Lavino e riempiamo borracce e ci riposiamo un attimo. Sono circa le 11 e il Toy ci dice che ci vogliono ancora un paio d'ore. Mai previsione oraria fu più azzeccata e tra le 1300 e le 1340 tutti arrivano al Passo Tremalzo dove al Rifugio Garda tutti si sparano un panozzo ed una coca. Dopo aver recuperato le forze ripartiamo per fare un'ascesa breve di 3 km circa e screstare. Siamo ora in direzione Lago di Garda ma la strada è tutt'altro che semplice ed impone attenzione. Superiamo il tunnel che funge da spartiacque tra salita e discesa e iniziamo la fase di rientro a Limone. Al rifugio avevamo deciso di non fare la parte "impossibile" (nella Val del Singol) della discesa della Extreme affrontando invece ad un certo punto una discesa alternativa difficile ma fattibile. Sono in attesa della traccia per fornirvi maggiori dettagli. La discesa nella prima parte è resa difficle dalla presenza di numerosi bikers (molti della domenica che spingono a piedi la bici, chi senza casco, un delirio...) da alcune moto (2!) e da viandanti alla ricerca "dell'illuminazione" in cima. Dopo esserci ricompattati un paio di volte per vedere il pamorama mozzafiato e scattare alcune foto, cominciamo a scendere senza incontrare più nessuno o quasi. A metà discesa ci ritroviamo io, Roby e Vittorio mentre gli altri sostano un pò in quotà. La discesa è adrenalinica e scendiamo velocemente ,non senza rischi ogni tanto, e con un Vittorio che ci da una lezione di discesa con i V-Brakes, con Roby e scrivente che con i freni a disco non riescono a seguire il ritmo indiavolato del biker della Valpolicella.
Roby è in ritardo (ha un impegno a Grezzana) e sembra in trance da discesa che affronta con un coraggio finora mai visto prima durante le ns uscite. Passaggi veloci dentro gallerie scavate nella roccia, da pelo sullo stomaco, le braccia ed il corpo costantemente in tensione, non si può sbagliare nulla.
Arriviamo finalmente sull'asfaltata che da Tremosine porta a Limone. Attendiamo un poco gli altri. Dopo un pò una chiamata di Dimitri che ci dice che sono indietro e che stanno aspettando Michele. Purtroppo non possiamo aspettare, Roby deve assolutamente tornare a casa, Salutiamo telefonicamente e come razzi ci buttiamo sulla discesa che porta a Limone. Roby è assatanato e tocchiamo i 70 km/h. Ogni tanto disegnamo con le ruote delle virgole con le frenate. con la bici che rischia la derapata. Un paio di macchine ci tagliano la strada o effettuano manovre allucinanti come non fermarsi allo stop... o facendo retromarcia in salita ed in curva! Saliamo in macchina e rientriamo a Verona non senza fare coda tra Affi e Avio ritardando in questo modo ancora di più l'arrivo di Roby a casa. Alla fine arriviamo. Lungo il tragitto telefonate e sms di saluto con i ragazzi del gruppo. Ho sintetizzato una giornata bellissima sotto qualsiasi punto di vista: compagni esemplari, posti stupendi, un percorso duro sia in salita che in discesa, un meteo da cartolina e, non senza importanza, senza che qualcuno si facesse male. E non sempre tutto ciò è scontato. Volevo ringraziare tutti per la bellissima giornata passata insieme: Toy, Ciri, Carlo, Dimitri, Vittorio, Michele e Roberto. Una ricordo indelebile accompagnerà la data del 21 agosto 2010: "Tremalzo Attack": missione compiuta.
PS: Nei prossimi giorni pubblicherò i dati sulla salita e sul percorso.

sabato 21 agosto 2010

"Tremalzo Attack" : ovvero...ho capito perchè la chiamano "Extreme"!

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Rientrato da una mitica uscita di cui pubblicherò il racconto domani sera perchè ora sono troppo stanco (...e mi devo sparare un pizza e un paio di Weissen, me le sono ampiamente meritate). In sintesi: spettacolare e dura salita sterrata che non permette un attimo di sosta fino al Rifugio "Garda", sul Passo Tremalzo. Senza contare la dura salita asfaltata iniziale...e senza contare la discesa (sto ancora rimbalzando...). Un ringraziamento ai partecipanti (in totale eravamo 8). In arrivo video, foto e racconto. Keep in touch and...Stay Tuned!

venerdì 20 agosto 2010

Uscita del 21/08/2010 ovvero "Tremalzo Attack": update meteo e live webcam Limone sul Garda

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Qui a Verona piove da un paio di ore circa. Ho controllato il live meteo sul lago e non risulta abbia piovuto anzi risulta buono. Ho controllato anche il meteo in quota controllando i dati relativi a Tiarno di Sopra, comune cui la frazione di Tremalzo appartiene. Ecco quello orario previsto per domani:


Nel pomeriggio possibili piogge ma noi avremo già finito il giro. Comunque antipioggia d'obbligo. Ho controllato la disponibilità di acqua lungo il percorso e non ci dovrebbero essere problemi. Il Rifugio "Garda" a Passo Tremalzo è aperto...ed io prenoto da subito un panino con la coppa e una coca-cola. Nelle ultime ore si è unito al gruppo anche Vittorio. Quindi ora siamo in 8. Beh, ci sarà da divertirci!
Ecco le 2 web cam "live" da Limone sul Garda"

Uscita del 21/08/2010 ovvero "Tremalzo Attack": le informazioni.

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Alla fine ce l'abbiamo fatta e quindi eccoci a poche ore dalla ricognizione della "Bike Extreme". C'è voluto tempo per pianificare il tutto ma alla fine dopo decine di telefonate, email, sms siamo alla vigilia.
Numero partecipanti:  7, ovvero
- scrivente;
- Roby;
- Michele;
- 4 bikers dell'MTB Golosine (tra cui Dimitri).
Nel frattempo gustatevi un video relativo alla discesa, fatta in passato dagli elite, del tratto forse più impegnativo dell Bike Extreme (" Valle del Singol"), in particolare Fruet ovvero un "pazzo" sulla mtb. A domani/dopodomani  per la cronaca della giornata.

Video: meravigliosi e lunari scorci delle Dolomiti in mtb

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La traversata dei monti liguri in Mtb

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Una delle più ambite escursioni in Liguria è la traversata dei monti liguri: da Ventimiglia a La Spezia in mtb. Se l’impresa vi solletica è consigliata la guida di Claudio Zaccagnino dal titolo “Traversata dei monti liguri in mountain bike” Editore Z.C. Sono 17 tappe per complessivi 626 chilometri. Un buon 70% si sviluppa su sterrati, strade militari e sentieri, per il restante 30% si pedala su strade asfaltate secondarie poco trafficate. Simone Ferraris narra della sua traversata, che per esigenze di tempo è stata ridotta a 12 tappe.
"La traversata che parte da Ventimiglia per arrivare fino a La Spezia è abbastanza impegnativa, abbiamo affrontato un dislivello totale di circa 13000 metri in salita per un totale di 630 chilometri, per ua media circa di 1100 metri a tappa. In realtà ci saremmo dovuti fermare a La Spezia, quindi i chilometri sarebbero stati un po’ di meno ma poi abbiamo deciso di arrivare fino a Massa Carrara. Su 630 km un buon 70% si sviluppa su sterrati, strade militari e sentieri, per il restante 30% si pedala su strade asfaltate secondarie poco trafficate. L’altitudine massima che abbiamo raggiunto è stata di 2200 metri ( Monte Saccarello)."
(Fonte: Outdoor Blog)

mercoledì 18 agosto 2010

Uscita mtb del 18/08/2010 ovvero test bici , condizione e gps.

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Oggi uscita mtb chiamamola "di test". Innanzitutto dovevo testare il serraggio dell'attacco manubrio che al rientro dell'ultima uscita era risultato leggermente "lasco". E qui,  dopo un serraggio ad hoc, tutto in ordine. Altro obiettivo era vedere se la condizione era proprio come una "chiavica" come lo era stata all'ultima uscita oppure era solo temporanea. Morale: tutto ok, era stato la cura dell'artrosi cervicale (3gg di paracetamolo) che mi aveva buttato giù. Altro test era per il gps. Essendomi stato "ciulato" il Garmin 205 ho dovuto utilizzare il cellulare (Nokia E55) abbinato ad un gps esterno e al sw SmartComGps. Risultato come da immagine del post che altro non è che lo screenshot del sw fatto con il cellulare, dove in rosso è evidenziata la traccia di oggi. Quindi fino all'arrivo del nuovo gps (ho ordinato un Garmin 605) posso tamponare così. Alla prossima. PS: al rientro ho incontrato Marco che iniziava il suo giro. 2 ciacole, un tentativo di convincerlo a venire all'uscita di sabato (fallito) e poi ci siamo salutati.

martedì 17 agosto 2010

Downhill in Perù: da 3500 metri sul livello del mare a zero in 3 ore

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Perù, provincia di Huarochirí, Ande peruviane. Dopo la fase di preparazione che apre il video saltate direttamente al terzo minuto quando i riders iniziano a fare downhill. Ben trenta chilometri di discesa. Da 3500 metri si passa a zero, tre ore di pura adranalina su una pista velocissima con salti e buche su tutto il percorso. In alcuni casi si possono raggiungere anche i 70 km/h. Un po’ troppi? (fonte:outdoorblog)

Robin Wallner e Myriam Nicole sono i nuovi campioni europei di downhill

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Ad Hafjell, in Norvegia, sabato 7 agosto si sono assegnati i titoli europei di downhill. A vincere, tra gli uomini, è stato lo svedese Robin Wallner, che ha preceduto il campione uscente, lo svizzero Nick Beer, e l’austriaco Markus Pekoll. Dopo il secondo posto della qualifica, Lorenzo Suding si deve accontentare di un quinto posto. Tra le donne, vittoria di Myriam Nicole, sull’europea uscente Floriane Pugin e sulla norvegese Anita Ager-Wick. Titoli junior al britannico Sam Flockhart e alla francese Fanny Lombard. (Fonte: mtbnews)
Risultati
Classifica finale uomini (élite)
1. Robin Wallner (Svezia) in 3’53”10
2. Nick Beer (Svizzera) in 3’55”75
3. Markus Pekoll (Austria) in 3’56”38
4. Dennis Dertell (Svezia) in 3’56”84
5. Lorenzo Suding (Italia) in 3’57”78
6. Julien Camellini (Francia) in 3’58”27
7. Damien Spagnolo (Francia) in 3’58”76
8. Matti Lehikoinen (Finlandia) in 3’59”44
9. Romain Paulhan (Francia) in 4’00”72
10. Kim Petersson (Svezia) in 4’01”73
12. Carlo Gambirasio (Italia) in 4’04”20
15. Marco Milivinti (Italia) in 4’05”07
23. Andrea Gamenara (Italia) in 4’12”98
50. Claudio Cozzi (Italia) in 5’43”66

Classifica finale donne (élite)
1. Myriam Nicole (Francia) in 4’43”69
2. Floriane Pugin (Francia) in 4’44”05
3. Anita Ager-Wick (Norvegia) in 4’45”51
4. Emilie Siegenthaler (Svizzera) in 4’49”13
5. Petra Bernhard (Austria) in 4’52”80
6. Elisabeth Engström (Svezia) in 5’10”27
7. Alia Marcellini (Italia) in 5’30”54
8. Birgitte Lowe Johnsen (Norvegia) in 6’34”91
9. Silje Katarina Holmsen (Norvegia) in 6’49”32

Classifica finale uomini (junior)
1. Sam Flockhart (Gran Bretagna) in 4’10”14
2. Oliwer Kangas (Svezia) in 4’10”82
3. Zakarias Blom Johansen (Norvegia) in 4’11”50
4. Ludovic Oget (Francia) in 4’14”01
5. Simon Huhtimo (Svezia) in 4’17”08
6. Geoffrey Cholley (Francia) in 4’17”13
7. Miika Lehtinen (Finlandia) in 4’22”67
8. Manuel Gruber (Austria) in 4’22”77
9. Philipp Bunnemann (Germania) in 4’25”07
10. Petr Tresnak (Repubblica Ceca) in 4’26”48
15. Pietro Caire (Italia) in 4’36”06

Classifica finale donne (junior)
1. Fanny Lombard (Francia) in 5’11”34
2. Julie Berteaux (Francia) in 5’25”06
3. Kim Annika Schauff (Svizzera) in 5’45”71

lunedì 16 agosto 2010

Il velodromo di Satana ovvero la "Simpson Desert Bike Challenge".

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Avete mai sentito parlare del “velodromo di Satana”? Ecco, non so se sia ufficiale ma è il soprannome della Simpson Desert Bike Challenge. Niente a che fare con Homer e Bart, stiamo parlando di deserti australiani, di biciclette e di una gara durissima: nove tappe cronometrate da coprire in cinque giorni per una distanza da percorrere complessiva di 590 chilometri da Purnie Bore a Birdsville.La gara prevede che ogni partecipante debba tenere un’andatura minima di 12 chilometri orari per rimanere davanti al mezzo che segue la carovana. In caso non ci riesca viene da regolamento fermato e caricato sul veicolo che lo porterà al termine della tappa (in più gli verrà comminata una penalità sebbene possano proseguire la Challenge da lì in poi).Ogni venti chilometri al mattino lungo il tracciato sono previsti rifornimenti d’acqua obbligatori che diventano ogni 15 km, 30 km e 40 km nel pomeriggio. Ogni partecipante deve essere autosufficiente e non sono previsti aiuti esterni sebbene mezzi di supporto possano precedere o seguire la carovana in modo da assistere gli atleti al termine delle tappe. È una gara esclusiva a numero chiuso (40 persone) ma fino a fine agosto potete ancora iscrivervi, la Simpson Desert Bike Challenge si correrà dal 28 settembre al 2 ottobre e per iscrivervi – la quota da versare è di 650$ – troverete il modulo a questo indirizzo. (Fonte: Outdoorblog)

Mondiali pista juniores: prima medaglia per l’Italia con Elena Cecchini

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Uno scratch avvincente (30 giri per 7.5 km) che regala all’Italia la sua prima medaglia in questo mondiale su pista. E’ l’udinese classe 1992, Elena Cecchini, già argento nella corsa a punti ai mondiali 2009 a conquistare il bronzo: “Ci voleva per il morale di tutto il team – dice l’azzurrina – Per me è stata una stagione un po’ difficile. All’ultimo giro si rischia molto perché alcune atlete in corsa hanno un livello alto. Come l’australiana Amy Cure già titolata lo scorso anno. Ho curato la sua ruota tenendo duro poi la britannica ne aveva di più. Sono molto soddisfatta, ora guardo al campionato europeo” – dice Elena Cecchini. Da mettere in evidenza che l’azzurrina a dodici giri dalla fine ha avuto un imprevisto con la bici: il manubrio è andato fuori asse ma l’azzurra ha continuato: “Non ci voleva. In particolare mi è mancata la sicurezza nella volata”. Questo bronzo riscatta il settimo posto nella corsa a punti:”Elena Cecchini è stata molto brava a gestire l’imprevisto tecnico – dice il CT Salvoldi – Arriviamo da una stagione caratterizzata da infortuni che non ci hanno consentito di arrivare a questo appuntamento come avremmo voluto. Una medaglia che è anche una liberazione” – conclude Salvoldi. Oro alla plurititolata l’australiana Amy Cure, il terzo in questa edizione mondiale dopo quelli vinti nell’inseguimento individuale e a squadre con due record del mondo. Argento alla britannica Harrlet Owen. Dopo aver vinto il primo round del keirin, l’azzurro Rino Gasparrini, si piazza terzo nel secondo round vinto dallo statunitense Baranoski, aggiudicandosi così l’accesso alla finale per il primo-sesto posto. Nella fase della volata decisiva scivola il tedesco Stefan Botticher che, dall’alto della pista, ed entra nella traiettoria dell’azzurro Gasparrini al massimo della sua potenza, lo investe facendolo cadere. E’ costretto a fermarsi. Per il marchigiano un mondiale amaro concluso senza la possibilità di effettuare lo sprint finale. Oro all’australiano Metthew Glaetzer. Ricordiamo che l’altro azzurrino Mauro Catellini, alla sua prima esperienza mondiale, costretto a correre ai recuperi, non riesce ad accedere poi al secondo round. Paolo Simion, il passista veloce di Castelfranco Veneto, settimo nella generale dopo le tre prove corse ieri nell’omnium, ritrova la giusta serenità: nell’inseguimento individuale, quarta prova delle sei in programma, ferma la lancetta dell’orologio a 3’22”752, un buon tempo che lo vede quinto, riconfermando il settimo posto in classifica, con 28 punti pari merito al russo Manakov. Il francese Coquard, mantiene la leadership, nonostante l’ottavo posto nell’inseguimento che conferma, ipotecando l’oro, con la vittoria allo scratch, quinta delle sei prove dell’omnium. Paolo Simion dopo una corsa caratterizzata da attacchi e fughe e realizzata sempre nelle prime posizioni della gara, chiude quarto. Nell’ultima prova, il chilometro, l’azzurro arriva settimo (1’.05.291); sigilla così il sesto posto nella generale a 39 punti. Nell’omnium donne, la padovana Giulia Donato, nonché vice campionessa di specialità, che nel giro lanciato aveva registrato un tredicesimo tempo (16.030), chiude dodicesima nella corsa a punti (0 punti) vinta dall’australiana Isabella King e sale undicesima in classifica. Leadership alla cubana Marlies Majias (4 punti). L’azzurrina arriva ottava nell’eliminazione, dopo una caduta che l’ha coinvolta insieme ad altre atlete. Sale così ottava nella generale (33 punti). Cambio ai vertici di classifica: è la britannica Lauta Trott la leader (6 punti) sull’australiana Isabella Kimg (7 punti) e la statunitense Coryn Rivera (9 punti). Domani le ultime tre prove che assegneranno il titolo mondiale. (Fonte: Sport24h)

domenica 15 agosto 2010

Il gps perduto e la condizione post-artrosi cervicale ovvero...il cercatore di funghi.

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Un uscita da dimenticare quella odierna se non fosse per la compagnia di Roby. Riprendo la mtb dopo una settimana di passione ovvero un'attacco di artrosi cervicale devastante che mi ha colpito da martedì sera a venerdì obbligandomi ad ingurgitare 9 grammi di paracetamolo in tutto. E si è visto come mi abbia debilitato con una prestazione veramente mediocre. Ma il peggio non è stata la prestazione bensì il fatto di aver perso il mio Garmin 205. Partiamo dall'inizio. Sveglia alle 8, tutti dormono ancora, un raggio di sole illumina il balcone, guardo il cielo e decido di uscire per le 9. Un sms a Roby, che risponde presente e ci diamo appuntamento all'angolo tra via Montorio e via Fincato. Mi vesto, colazione, scendo le scale e nel mettermi le scarpe appoggio il gps sulle scale e vado a prendere la bici...e lo dimentico lì. 15' più tardi me ne accorgo, chiamo mia moglie per andare a recuperarlo ma del gps non c'è più traccia. Nel condominio siamo 7 famiglie, ho contattato tutte tranne due, speriamo che l'abbia preso qualcuno delle 2 altrimenti mi toccherà comprarne un altro. Inkazzato come una bestia per lo smarrimento e per una condizione resa pessima dagli antidolorifici  dei giorni scorsi ho pedalato poco concentrato e per fare passare un mtbiker in un sentiero ho tagliato in discesa su uno tratto (potevo stare nel mio, invece no)  che mi ha fatto pure scivolare a terra, senza conseguenze. Mi sono detto che questa settimana è nel segno della sfiga. Ma non è finita! A fine giro decidiamo di dare una lavata sommaria alle bici infangate e ci fermiamo all'autolavaggio. Io ho 2 monete da 1 euro (1 per me e l'altra per Roby). Infilo la mia e voilà: ciucciata la moneta ma in cambio non mi ha dato nulla! Quindi con 1 gettone abbiamo dato una sciacquata a 2 bici. E il cercatore di funghi cosa c'entra? Presto detto. Lungo un sentiero ne abbiamo beccato uno. Alla domanda se ne aveva trovati la risposta è stata "ghe nè ben pochi!". Anche per lui una giornata poco fortunata...

Ciclismo fuoristrada: gli azzurri per i mondiali Mtb

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Saranno dodici gli azzurri che rappreseneranno l’Italia dal 31 agosto al 5 settembre ai campionati mondiali di mountain bike che si svolgeranno a Mont Sainte Anne, Quebec, in Canada. Il direttore tecnico Hubert Pallhuber ha convocato questi atleti: Serena Calvetti (Gebi Sistemi) Under 23; Cristian Cominelli (Tx Active Bianchi) Under 23, Marco Aurelio Fontana (Cannodale Factory Racing) elite, Martino Fruet (Arcobaleno Carraro Team) elite, Gerhard Kerschbaumer (Gruppo Sportivo Forestale) under23, Eva Lechner (Colnago Arreghini Sudtirol) elite, Tony Longo (Full-Dynamix) elite, Denny Lupato (Giant Italia) junior, Judith Pollinger (Sunshine Racers Asv Nals) under 23, Samuele Porro (Lissone Mtb) under 23, Andrea Tiberi (Surfing Shop Sport Promotion) elite, Maximilian Vieider (Tiroler Radler Bozen) junior. Hubert Pallhuber si avvarrà della collaborazione tecnica di Paola Pezzo. «Speriamo in un buon inizio di campionato con la staffetta - dice il CT Pallhuber - L’Italia è campione del mondo in carica e c’è quindi una grande motivazione a fare bene anche se come tipologia di gara è soggetta a molte variabili. Gli azzurri che parteciperanno alla staffetta saranno: Marco Aurelio Fontana, Gerhard Kerschbaumer, Eva Lechner e lo junior, vice campione europeo in carica, Maximilian Vieder». Scelti anche gli azzurri del downhill e trial. Il direttore tecnico Antonio Silva, con la collaborazione tecnica di Alan Beggin, ha convocato Marco Milivinti (Cingolani-Protone) e Lorenzo Suding (Mtb Herin School-Black Arrows) per le prove del downhill; Paolo Patrizi (Motoclub Lazzate Sez. Biketrial) e Francesco Policante (Bmx Vigevano-La Sgommata) per le prove del trial. (Fonte: Corriere dello Sport)

Trofeo Sportivi : dito amputato per il veronese Alberio

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La persecuzione degli infortuni ancora non abbandona la Trevigiani Dynamon Bottoli. L'ultimo della serie è capitato a Briga Novarese all'azzurro Tomas Alberio. Quanto è accaduto ha dell'incredibile. Nel corso dei primi giri del Trofeo Sportivi di Briga per i dilettanti corso il 13/8, il corridore veronese ha estratto la borraccia per dissetarsi ma il sobbalzo di un dosso gli ha fatto perdere la presa. Nel tentativo di recuperarla, la mano destra e' finita fra i raggi della ruota anteriore, che gli hanno reciso il mignolo. Il corridore, che peraltro è riuscito a non perdere l'equilibrio, è stato soccorso dai sanitari al seguito della corsa e trasportato d'urgenza all'ospedale di Borgomanero, dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico durato due ore. La lesione era talmente profonda che i medici hanno dovuto amputare il dito. Alcuni punti di sutura sono stati applicati anche all'anulare. Tomas Alberio, 21 anni, residente a Sommacampagna (Verona), recentemente ha vinto due tappe e la classifica finale del Tour do Rio, in Brasile. (Fonte: Corriere dello Sport)

sabato 14 agosto 2010

Gazzetta dello Sport del 14/8/2010 disponibile per il downlad.

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Il quotidiano in oggetto disponibile per il download QUI
NB: Link esterno al blog

Una settimana sprecata ovvero...buttata nel cesso

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Una settimana post-vacanze atleticamente sprecata ovvero...buttata nel cesso tranne il martedì dove sono stato 1h30' in palestra. A parte il ritorno al lavoro 2 sono stati gli avvenimenti che hanno contribuito al fatto che sia meglio terminare al più presto la settimana. Da mercoledì un violentissimo attacco di cervicale mi ha messo k.o. fino a ieri sera (venerdì) costringendomi a ingurgitare 3 grammi di paracetamolo al giorno, abbassandomi sì il dolore ma anche la pressione e trasformandomi in una sorte di zombie. Causa scatenante il repentino cambio di meteo che ad oggi non accenna a migliorare prevedendo per la giornata odierna ancora pioggia. Che palle!. Le condizioni fisiche non mi hanno permesso di andare nè in mtb nè di appoggiare i glutei sulla spinbike, ero troppo sfatto. Chi soffre di artrosi cervicale sà cosa intendo quando parlo di attacco violento. Consigliato da un amico con lo stesso problema credo che prossimamente passerò al Tachidol ma c'è bisogno di ricetta medica, vedremo. Oggi molto meglio, diciamo che sono all'80% della forma ma il paracetamolo mi ha buttato giù la pressione e mi sento ancora un pò "stronato". Probabilmente farò un pò di spinbike nel tardo pomeriggio. Ieri era previsto un uscita con altri 4 bikers ma l'abbiamo annullata per le condimeteo. Il fine settimana era dedicato al ferragosto ma causa il maltempo dobbiamo rimodulare il week-end. La prossima settimana speriamo sia migliore anche perchè sabato prossimo c'è la tanto attesa scalata/discesa al Tremalzo da quel di Limone sul Garda: incrocio sin da adesso le dita. Comunque lo sport in tv non manca: Europei di nuoto, MotoGp e la Vattenfall Classic per quanto riguarda il ciclismo. Dopotutto, a vedere il bicchiere mezzo pieno si vive sicuramente meglio anche se Murphy direbbe che è mezzo pieno se non hai più sete, mezzo vuoto se stai morendo disidratato...ah ah ah!!!

Pila capitale del mountain bike con la iXS European Cup di downhill

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Gressan - La località a monte di Aosta punta forte sulle ruote grasse, con il ritiro della Nazionale di cross country, che prepara i mondiali canadesi, e due gare di downhill: la Désarpa di domenica e la Coppa Europa del 22 agosto. “La mountain bike è lo sci estivo di Pila”: Remo Grange, presidente della Pila Spa, presenta così i prossimi appuntamenti della località valdostana, che ospita in questi giorni il ritiro della Nazionale italiana di cross country, domenica 8 sarà scenario della Désarpa bike, gara di downhill marathon con partenza dal Couis 1 e arrivo all'area sportiva di Gressan, e il 21 e 22 agosto accoglierà la iXS European downhill cup, gara internazionale di downhill. “Gli impianti di risalita, con la telecabina Aosta-Pila, la seggiovia di Chamolé e quella del Couis, sono aperti tutti i giorni - prosegue Grange - e rispetto al 2009 abbiamo notato, in questo inizio di stagione, un aumento di circa il 15 per cento dei passaggi”. Pila punta molto sulle discipline veloci della mountain bike, ospitando una serie di tracciati di alto livello per il downhill e il freeride, e avendo aumentato il personale per la manutenzione delle piste, aperte per tutto il periodo estivo fino al 12 settembre. Se la Nazionale di cross country, per bocca dell'olimpionica Paola Pezzo, si trova “benissimo in questa località, che sembra fatta apposta per noi biker, con lunghi tracciati e gli impianti di risalita per gli allenamenti nelle parti tecniche”, il downhill avrà il proprio clou con la Coppa Europa, che arrirerà circa 250 atleti da tutto l'arco alpino, dall'Australia e dalla Nuova Zelanda. Il tracciato sarà quello ormai classico, disegnato nel 2003 da Corrado Hérin, vincitore della Coppa del mondo di discesa nel 1997, che ha ospitato nel 2005 la Coppa del mondo e nel 2008 i Campionati italiani: “La pista è sempre apprezzata - spiega Hérin - tanto che molti atleti, tra i quali il nostro beniamino Lorenzo Suding, hanno deciso di usarla per i propri allenamenti”. A Pila fa base il team Kenda-Playbiker, con l'australiano Shaun O'Connor e i neozelandesi Nathan Rankin e Wyn Masters, che parteciperanno alla gara. Oltre a Suding, campione italiano 2009 e 2010 della specialità, scenderanno in pista anche Marco Milivinti, Claudio Cozzi e Carlo Gambirasio, oltre ai più forti specialisti europei. Per i prossimi anni, la località a monte di Aosta punta a tornare nel giro della Coppa del mondo, “anche se non sarà facile, perché la concorrenza è sempre più forte”, spiega Hérin. Ma le parole dell'Assessore regionale al turismo e sport, Aurelio Marguerettaz, lasciano sperare: “La Valle d'Aosta deve diventare la capitale del downhill - spiega - perché è nel patrimonio genetico dei valdostani e deve utilizzare al meglio le professionalità e le infrastrutture presenti sul territorio”.(Fonte: Aostasera)

giovedì 12 agosto 2010

Uscita MTB dell' 13/8/2010 (Tour delle 3 Dorsali): le informazioni

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Io e Roby abbiamo pianificato per domani, venerdì 13/8, un uscita in mtb lungo le "3 dorsali " seguendo una traccia inviatami questo inverno da Marco (CSKA) di San Michele Extra - che saluto e con il quale spero di ri-pedalare presto - . Giro non difficile in quanto a pendenze ma allenante e paesaggisticamente interessante.
Alcuni dati:
Distanza: 43 Km
Altezza Massima 466 m
Altezza Minima: 38 m
Ascen.accum. 1063 m
Disc.accum. 1026 m
Massima Pendenza 19.9 %
Minima Pendenza -16.1 %
    Partenza ore 1415 dal parcheggio del discount a Ponte Florio (di fronte alla salita per il castello di Montorio).
    Se interessati postare commento, oppure via email o twitter.

    mercoledì 11 agosto 2010

    Doping: un preparatore atletico per BDC e MTB racconta...

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    Si firma con tanto di nome, cognome e professione. E' un esperto, un addetto ai lavori e sa quello che dice. Ha la forza di metterci la faccia. E quello che dice è estremamente grave e preoccupante: in un paese dove si muore spesso per le insufficienze economiche della sanità, c'è chi, per ovviare alle disastrose conseguenze delle pratiche dopanti più diffuse, specie a livello amatoriale, impegna denaro e risorse pubbliche su cifre stratosferiche: 20.000 euro (cifra calcolata per difetto) per un singolo caso di atleta, amatore alle prese con gravi problemi di cuore causati probabilmente dal doping fatto negli anni. E, oltre all'ovvio danno personale e alle sofferenze relative, la beffa: i dopati li paghiamo noi. Li paga la comunità quando, finita l'euforia dell'assurda caccia alla prestazione in settori dove al massimo si vince una coppa o una spalla di prosciutto, restano i segni indelebili delle praticacce fatte. Cuori deformati come palloni, fegati trabordanti, problemi neurologici di ogni tipo, per non parlare dei tumori che si sviluppano negli anni. Non è terrorismo psicologico: è pura realtà, registrata in uno dei tanti Pronto Soccorso della penisola da medici attenti e scrupolosi; l'esatto contrario dei loro colleghi che con leggerezza e complicità prescrivono ricette facili. Ecco la testimonianza di Saverio Ottolini, Diplomato I. S. E. F., Preparatore atletico per Ciclismo, Mountainbike, Atletica, Triathlon, Direttore Sportivo Federciclismo; Maestro Mountainbike F. C. I.,Istruttore Federale Atletica F. ID. A. L. Una testimonianza che vi proponiamo così come ci è giunta: 

    "Grazie al mio lavoro, ho la fortuna di collaborare con molti medici sportivi, che, contrariamente a molti loro colleghi, mettono a disposizione il loro sapere e la loro professionalità al servizio e tutela della salute degli atleti. Uno di questi medici si occupa anche di un Centro di Pronto Soccorso (DEA) dove ovviamente arrivano spesso casi "particolari". E' ormai consueto constatare che tra i ricoverati d'urgenza, ci sono spesso molti sportivi o ex sportivi! E non parliamo di ricoveri per traumi, o patologie direttamente legate alla pratica sportiva, parliamo di ricoveri per urgenze che nulla hanno a vedere con lo SPORT! A questo punto una domanda sorge spontanea: ma lo sport non è SALUTE, ma chi fa sport non dovrebbe essere una persona sana, anzi molto "in forma"? In teoria SI, ma in pratica purtroppo NO: è evidente come siano ormai numerosi i casi di sportivi ricoverati d'urgenza per patologie cardio-respiratorie, per problemi gastro intestinali, per non parlare poi di veri e propri "infarti" o comunque disturbi molto gravi a livello endocrino! Se, come in tutte le analisi sulle patologie, prendiamo di riferimento la CASISTICA CLINICA, sembra impossibile osservare come, in un campione così ridotto (la popolazione sportiva), che oltretutto presenta una predisposizione praticamente nulla a tali "malesseri", possano essere verificati così tanti casi di affezione!!  E' a questo punto ovvia una DIRETTA RELAZIONE tra la pratica di terapie ASSOLUTAMENTE VIETATE e l'assunzione di numerosissimi farmaci, che nulla hanno a che vedere con lo SPORT!!! In alcune zone d'Italia, è così diffuso l'uso di alcune sostanze, che quasi se ne parla liberamente, quasi fossero normali integratori. C'è un mercato illegale che ormai non può essere più definito "sotterraneo", ma che TUTTI I GIORNI e ALLA LUCE DEL GIORNO spaccia e fornisce sostanze a migliaia di sportivi. Solo per farvi capire come da una piaga sportiva, possiamo far riferimento ad un vero e proprio MALE SOCIALE, voglio citarvi questo fatto realmente accaduto pochi giorni fa. Proprio presso il Pronto Soccorso di cui parlavamo prima, si presenta un ragazzo molto muscoloso con un ascesso alla muscolatura del gluteo. Ovviamente i medici pensano subito ad un iniezione intramuscolare mal fatta, ma per dovere di indagine, preferiscono far effettuare al ragazzo un ecocardiogramma (visto il rischio di endocardite che può provocare un ascesso) e altri controlli correlati. Dall'ECO viene rilevato un cuore di dimensioni quasi DOPPIE rispetto alla norma (cardiomiopatia ipertrofica), ma non solo!!! L'ECO poi passa all'addome, dove il fegato, risulta ingrossato tanto da arrivare fino all'ombelico, mentre la milza scende addirittura sotto le costole. Ma cosa è successo? O questo "sportivo" è stato rapito da alieni e sottoposto a cure di raggi laser e onde d'urto a base di steroidi, oppure, come ovviamente è stato, l'assunzione massiccia e prolungata di GH o sostanze simili, ha causato lo SPETTACOLARE quadro clinico appena descritto. Conclusione: ricovero d'urgenza in cardiologia per 20 giorni, migliaia di accertamenti e cure. A parte il danno fisico (ovviamente oltre al rischio gravissimo ed immediato, la persona in questione riporterà per tutta la vita evidenti problemi e limitazioni), ma pensate a quanto tutto questo è costato in termini economici alla comunità!!! Mi è stato riferito che, mal contati, ci vorranno almeno 20 mila euro per tutte le analisi fatte, per i giorni di ospedale e per le particolarissime cure che la persona dovrà ricevere; a questi dobbiamo poi aggiungere tutti i farmaci che, chissà per quanto, e ovviamente passati dalla mutua, questo soggetto dovrà continuare ad assumere per un controllo e mantenimento della pressione, colesterolo, glicemia ecc. ecc. Provate a pensare in tutto il paese quante "persone" ci sono che combinano cose simili, e provate a fare un calcolo anche indicativo di quanto tutto questo costa alle tasche pubbliche. Quanti sono i casi di Tumori, di anomalie gravi, che compaiono anche dopo molti anni, causate da un uso scorretto e illecito di sostanze dopanti? Mancano soldi per le strutture, per la ricerca, a volte proprio per le cure e analisi dirette di molte persone, senza contare che se prendiamo in considerazione la situazione MONDIALE della sanità, esistono paesi dove nemmeno ci sono soldi per i farmaci più comuni. E con tutto questo noi dobbiamo spendere cifre allucinanti per curare una persona che ha commesso una GRAVE FRODE SPORTIVA, ha acquistato illecitamente sostanze vietate, ha fatto del male a se stesso..... per non parlare poi di tutto quello che potremmo scrivere e aggiungere sull'etica e sulla morale della cosa!!! Sono molto arrabbiato, deluso e molto altro ancora, per tutto quello che ogni giorno accade, per tutto ciò a cui nessuno sta facendo attenzione. Vorrei scrivere altre migliaia di righe, ma penso che ognuno di voi saprà e potrà ragionare e cogliere le dovute considerazioni e conclusioni".
    (Fonte: La Repubblica)

    PS: che devo aggiungere? Ah sì...Paulissen...

    Se qualcuno crede di sapere andare in discesa...dia un occhiata! (video)

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    martedì 10 agosto 2010

    Mori (TN) 2010: campionati italiani su pista per la prima volta nella storia in diretta RAI

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    Il nuovo impianto trentino, rinnovato e riaperto il maggio scorso, si prepara infatti ad una settimana di grande spettacolo  sportivo che, per la prima volta nella storia, verrà trasmesso in diretta dalla RAI, a dimostrazione della grande attenzione che ruota attorno all’evento tricolore organizzato dal Centro Pista Mori di Paolo Bortolotti. In occasione degli Italiani, in programma dal 22 al 28 agosto prossimi (aperti ad Esordienti, Allievi, Juniores, under 23, Elite e paralimpici), il canale Raisport 1 offrirà infatti agli appassionati tre ore di diretta delle gare tricolori. Assoluta novità per il ciclismo su pista, disciplina che spesso ha faticato e fatica a trovare i meritati spazi mediatici ma che, in quanto a spettacolarità, ben poco ha da invidiare a molti altri sport. Spettacolo che, questa volta, sarà disponibile anche attraverso il piccolo schermo. A fine agosto, quindi, gli amanti delle due ruote su pista potranno seguire i campionati italiani di Mori dal comodo divano di casa e, nello specifico, nelle giornate di giovedì 26, venerdì 27 e sabato 28 agosto, con un’ora di diretta al giorno in orario serale (da definirsi nei prossimi giorni) e due repliche per ciascuna delle tre trasmissioni. La viva voce chiamata a commentare le gare tricolori dovrebbe essere quella di Alessandro Fabbretti, supportata dal commento tecnico di Silvio Martinello, ex corridore che in pista ha costruito gran parte delle proprie fortune e dunque quanto mai indicato al ruolo di “spalla” del telecronista.Da non dimenticare che, inoltre, gli Italiani troveranno spazio anche su Sky, all’interno della trasmissione “Scratch”, altra importante vetrina mediatica per una rassegna tricolore che – anche in questo caso per la prima volta nella storia – è stata assegnata ancor prima che venisse portato a compimento il nuovo velodromo. Un dato che dimostra la grande fiducia che la Fci ha riposto in Mori e nel rinnovato Centro Pista, pronto a raccogliere la sfida e ad offrire al pubblico sette giorni di grande spettacolo sportivo. Con tanto di diretta televisiva.Intanto, proprio oggi, sono iniziati i lavori di potenziamento all’impianto di illuminazione, con il posizionamento di tre piattaforme (due all’interno delle due curve ed uno all’altezza del piazzale destinato agli atleti) ed altri fari sul rettilineo d’arrivo, al fine di raggiungere i 500 “lux” necessari per svolgere al meglio le gare in notturna.Infine, oggi e domani sono in programma sulla pista del velodromo moriano i campionati provinciali trentini, primo importante banco di prova (e di selezione) per gli atleti di casa, che tra poco più di due settimane cercheranno di tenere alti i colori del Trentino.(Fonte: Beciclismo)

    lunedì 9 agosto 2010

    Ricognizione della GF Verona-Bosco ovvero...spettacolo vicino casa

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    Ieri mattina scrivente e Roby hanno effettuato la ricognizione della GF Verona-Bosco del 12 settembre p.v. Prima di continuare vi dico subito che contrariamente a quanto immaginavo il tracciato in questione è  tosto e mette alla frusta in particolare chi nella prima parte ha dato troppo. Difatti l'ultimo quarto di gara risulta veramente tosto, a mio parere, e spezzerà le gambe, costringendo a rallentare chi non s'è risparmiato. 2 le discese tecniche e 1 punto pericoloso. Ma andiamo per ordine. Io e il Roby ci incontriamo al punto stabilito (Verona, via Fincato angolo via Montorio) alle 0700 e prendiamo la salita asfaltata delle Torricelle da Porta Vescovo, andando a riprendere il percorso della GF in cima (la partenza è in Piazza Brà e da lì salita delle Torricelle). Nella foto d'apertura del post il panorama alla partenza lungo un tratto delle Torricelle. Si continua a pedalare sull'asfaltata e da un certo punto in poi si prende all'inizio il tracciato della GF d'Autunno (alias Avesa-Benini) 2009 e, da un certo punto in poi, il tracciato del corto della Lessinia Legend 2010. Il percorso fino a  questo punto è discretamente veloce e non presenta particolari difficoltà tecniche. Arriviamo quindi  a superare la zona di Montecchio e seguiamo il tracciato in direzione Monte Dordera. Prendiamo dei tratti che in generale non conosciamo e arriviamo a prendere una discesa mediamente ripida ma resa particolarmente difficile dal fondo costituito da sassi smossi, di medie e piccole dimensioni. Non è difficile sbagliare e sono sicuro che in gara qualcuno si spalmerà per terra e che altri metteranno il piede a terra. Se potete, fate una breve ricognizione di questo tratto in discesa evidenziato nello snapshot che ho fatto sul cellulare ricognizione durante.  
    Superato questo tratto si pedala velocemente su bei sterrati e poi su asfaltata fino ad arrivare in zona Alcenago. Si abbandona la strada asfaltata per 2 discese quasi successive. La prima è mediamente ripida ma con fondo molto dissestato e reso difficile in certi tratti da alcuni canalette create dall'acqua piovana oltre che da un terreno decisamente smosso e con pietre smosse anche di certe dimensioni. Nella foto la fine della discesa in questione che termina con fondo buono.
    La 2^ discesa è sì breve ma tecnica. Ripida quanto basta per fare attenzione continua con una brusca curva a sx sul cui lato dx v'è un dirupo coperto dalla vegetazione. Un errore si paga caro. Visto la brevità del tratto scendere a piedi non è una bestemmia. Al limite invece di curvare conviene andare diritto di pochi metri e affrontare la curva a sx alcuni metri dopo, sul piano ed in punto non esposto. Fate voi. Ad ogni buon conto ecco la posizione del punto

    e una foto del "buso" in questione
    Anche in questo caso una breve ricognizione del punto è consigliata. Superato il tratto, e pedalando su sterrato, si arriva poco dopo a Stallavena e sull' asfaltata. Da lì preparatevi perchè si pedala sul bitume per molti km. Superiamo quindi Lugo e a Bellori prendiamo la salita in direzione Lughezzano. Superato Lughezzano e il suo noto "pallone" ovvero un Centro Comunicazioni Satellitari della NATO
    un km scarso e si prende lo sterrato che non si abbandona per il bitume che arrivati in località Tonghe, a circa 3 km dall'arrivo. Nella foto sotto lo scrivente in azione su un tratto spettacolare.
    Lo sterrato non è lunghissimo (6 km scarsi, circa) ma si farà sentire sulle gambe. Sono circa 400 mt di dislivello e si passa da quota 687 (circa) ai 1106 (circa dell'arrivo). Se ne avete, qui farete la differenza ma okkio a non "cuocervi". Salita costante, terreno particolarmente difficile in alcuni tratti. 
    Paesaggio stupendo. Si sale paralleli al vajo dell'aquila (sulla vs sx) per poi girare e prendere in direzione sud poco dopo località Limar e successivamente in direzione NNE. Nella foto sotto Roby in action.
    Arrivati a Tonghe si arriva sull'asfaltata della vecchia strada per Bosco e si continua a salire. Non finisce mai. Questo tratto di 6 km su sterrato ma anche quello asfaltato che porta all'arrivo saranno strategici, a mio parere, per chi intende raggiungere l'obiettivo di un buon tempo. Noi siamo rimasti entro le 4 ore (tempo max previsto) e ci siamo fermati numerose volte per foto e studiare i vari tratti. Il tracciato non è assolutamente segnalato e quindi dovete armarvi (come noi) di gps e traccia (disponibile sul sito). Arrivati a Bosco abbiamo preso la provinciale e abbiamo fatto ritorno a Verona. Alla fine circa 70 km sulle gambe  che si sono fatti sentire ma che ci hanno soddisfatto in pieno. 
    Un percorso affascinante che ripeteremo a fine mese con coperture 1.75 per vedere se è fattibile in quanto i tratti scorrevoli e di asfalto sono numerosi e potrebbero permettere un notevole abbattimento del tempo finale. Per i tratti tecnici vi dirò. Alla prossima.