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giovedì 12 luglio 2012

Sellaronda Hero 2012: il video ufficiale della gara

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Che emozione vedere questo video. Una giornata che rimarrà per sempre nei miei ricordi ciclistici più cari. Aver terminato il percorso lungo della Sellaronda Hero 2012 e per lo più col meteo avverso è stata la mia impresa dell'anno.
Per chi non avesse fatto la SRH guardate il video, non ve ne pentirete. 
Buona visione.

martedì 26 giugno 2012

Sellaronda Hero 2012. Le mie foto in action di Sportgraf

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Alcune delle spettacolari foto in action di scrivente fatte da Sportgraf. 
Gara durissima e grande soddisfazione.
DSB 2011 + Legend Extreme 2012 + Sellaronda Hero 2012: tutte conquistate! 

NB: qualcuno dei bikers veronesi pare abbia denigrato il risultato spargendo la voce che io sia rimasto dentro il tempo massimo per soli 2'. 
Anche se ciò fosse stato vero non vedo cosa ci sia di male. 
Con 2/3 uscite la settimana, famiglia e lavoro mi sembra che non sia proprio male.
Certo potrei fare come alcuni che passano più il tempo in bici che in famiglia e magari spendono tutti i risparmi in bici e magari sacrificano una settimana di mare con i figli per comprarsi qualche componente top o la bici nuova perchè quella dell'anno scorso è oramai un modello vecchio.
De gustibus.
In realtà sono arrivato a 32' dal tempo massimo, 664° e anche quelli dietro di me sono degli eroi per essere riusciti a finirla. Anzi nel mio modo di vedere e vivere il ciclismo i veri eroi sono i 6 bikers che al Duron, a 18 km dall'arrivo si sono trovati tagliati fuori o sono crollati fisicamente.
Ci hanno creduto fino alla fine, questo è lo spirito che apprezzo.
Sciacquarsi la bocca, please...e magari provare a farla ma sopratutto...finirla, in particolare col meteo di sabato 23/6/2012. 
Alla prossima

domenica 24 giugno 2012

Sellaronda Hero 2012. Il racconto della mia gara

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E' sempre molto difficile raccontare una gara come questa perchè le parole, lo stile narrativo, il pathos che si può cercare di trasmettere sono sempre poca cosa rispetto al vissuto individuale. Cercherò in ogni caso di farlo nel migliore dei modi. Due righe sulla parte pregara. Arrivo a Selva di Val Gardena, ritiro pacco gara e pettorale e sistemazione in albergo. Bagno di sole nel pomeriggio con DS e quindi cena. A nanna alle 10. Alle 0530 sveglia, tutto il materiale è preparato dal giorno prima, mi affaccio alla finestra e il tempo è da lupi. Cielo scuro e a tratti nero, temperatura bassa e pensare di partire è veramente da aspiranti eroi perchè se pensi a quello che ti aspetta in termini di difficoltà e ci aggiungi anche la pioggia allora si supera il limite stesso dell'eroismo e si entra nella pazzia. Ma io non sono venuto qui per farmi rimandare indietro dalla pioggia, dal vento e dal freddo, io sono qui per arrivare alla fine della SRH 2012 costi quel che costi. La maglia della SRH è sul tavolo, ancora nella busta orginale e con l'etichetta attaccata. Ho deciso ieri che se non la finisco non la indosso e la metto in vendita su Ebay. Sono fatto così, che ci volete fare. Faccio colazione e quindi vado a prendere la mtb e mi dirigo verso la partenza. Sono in configurazione estrema da gara lunga, fredda, massacrante e sotto la pioggia. Eccomi montare parafanghi anteriori e posteriori, manicotti e gambali, copricalza in goretex. Zainetto tecnico al seguito con cambio di calze e una maglia tecnica a maniche lunghe + berretto tecnico + gel e barrette varie. Kit di assistenza meccanica, con tutto quello che potrebbe servire, sotto il sellino. Il tempo di raggiungere la griglia e comincia a piovere. Poco male, mentre gli altri "sportivi" cominciano ad inzupparsi e a tremare dal freddo, indosso antipioggia tecnico con cappuccio (che vado a mettere sotto il casco) e indosso i copriguanti impermiabili. Copro lo zainetto con la sacca incorporata antipioggia e attendo lo start della 1^ griglia. La pioggia aumenta d'intensità e diventa battente, attorno a me, bikers in completo estivo con smanicato, bagnati fradici e tremanti. Mi domando cosa possa significare il ciclismo per queste persone e mi rendo conto ancora una volta che il concetto di ciclismo eroico è solo sulla carta per alcuni e che quando si tratta di affrontare la realtà allora tutto cambia.

Finalmente viene dato il via, parto tranquillo senza scatti come buona parte dei bikers. Quando si tratta di prendere lo sterrato allora si comincia a soffrire.

Le ruote scelte per l'occasione (2.25 gonfiate a 1.8) artigliano il terreno, reso ancor più difficile dalla pioggia, mentre quà e là gomme troppo gonfie non fanno presa.


Si sale, si sale, con alcuni brevi tratti fatti a piedi.

Arrivo al gpm del Dantepieces (2298 mt) in 1h09 con le gambe che girano bene, non ho bisogno del ristoro ma al volo mangio mezza barretta delle mie e parto in discesa.

Mi attende il tratto che porta a Corvara. La strada è bagnata ed infida e molti bikers scendono timorosi. Alla prima curva mi rendo conto che le 2.25 hanno un grip incredibile ed aumento la velocità superando moltissimi bikers, sono contentissimo, se sul tecnico le sensazioni sono confermate sarebbe fantastico. E così sarà, una volta arrivato sul tratto tecnico e sul prato, ecco il delirio, mai vista tanta gente cadere in una gara. A me basta tenere la posizione in sella, lasciare andare la mtb e dargli la direzione, le 2.25 fanno il resto. Tranne i tratti dove c'erano tappi causati da bikers che magari in salita fanno i brillanti e poi in discesa si piantano, tutti i tratti tecnici li faccio in sella, cosa che mi motiva oltremodo. Man mano che si prosegue in discesa recupero posizioni poi sul piano mi do una calmata perchè in ogni caso le discese tecniche stancano quindi recupero e mi preparo per la 2^ salita ossia  quella che porta al gpm di Campolongo (1875 mt) dove arrivo dopo 3h16' dalla partenza. Sto bene di gambe ma vado come mio solito al risparmio, è più forte di me. Sono abbastanza euforico per la tenuta delle coperture in discesa vero terrore di moltissimi bikers attorno a me, mentre io attendo le discese per recuperare ma non sò se trattasi di bikers sul lungo o sul corto (per modo di dire) ma a me da morale. Continuo a bere ed ogni ora ad alimentarmi. Alla fine della 2^ discesa il tempo migliora e mi tolgo l'antipioggia ed indosso lo smanicato. Grazie alla scelta dei copriguanti e delle calze in goretex mani e piedi stanno benissimo quindi non devo far altro che pedalare. Così come temevo la 3^ salita sarà la più dura, con la salita dell'Ornella che rimarrà indelebile nei ricordi di tutti i bikers.

Praticamente una salita intera quella dell'Ornella che peggiorava man mano che i mt passavano. In certi tratti la pendenza era così accentuata che facevi fatica a spingere la bici, oltre al fatto che trattavasi di terreno pietroso smosso. Credo che molti abbiano ceduto psicologicamente in quel tratto infame. Ho perso tanto, troppo tempo su quel tratto. Quando ho passato il 3° gpm sul Sourasass (2351 mt)  mi sono detto che era quasi fatta ma non del tutto. Man mano che passava il tempo i gruppi diradavano ma a me bastava vedere il tempo a disposizione in quanto facevo gara su me stesso e non sugli altri. Arrivato sul Sourasass mi preparo per la discesa quando mi trovo su un un mangia e bevi su single track con passaggi stretti e talvolta tecnici e su guadi e arrivo sulla statale che mi porta al Pordoi (2239 mt) moderatamente stressato a causa dell'attenzione nell'effettuare i passaggi a buona velocità. Penso a recuperare, bevo, mangio e quindi affronto la breve asfaltata in modalità recupero. Supero il Passo del Pordoi a 6h38' dalla partenza con stradisti che ci osservano con uno sguardo tra l'invidia e il disprezzo. Noi sporchi e stravolti e loro fermi sul Passo con le bdc belle linde. La discesa sterrata che dal Pordoi porta a Canazei è veloce e con diversi tratti tecnici ma li affronto con totale fiducia delle 2.25 ed in un paio di occasioni mi rendo conto che con altre coperture (e magari più gonfie) sarei sicuramente volato più di una volta. A Canazei arriviamo che siamo tantissimi. Mi fermo 10' a riposarmi e bere qualcosa ma il ristoro è veramente striminzito. Chiedo dov'è il tappeto del chip e mi dicono che non lo sanno, a loro hanno solo detto di sbaraccare alle 1550 e di chiudere l'accesso agli altri bikers in arrivo. A me poco importa e riparto ma comincio a sentire strani rumori, il fango e l'acqua hanno messo a dura prova la mtb. Incrocio le dita e faccio finta di niente ma decido di cambiare rapporti il meno possibile per non stressare la catena ed il deragliatore. Mi rimane l'ultima salita ma prima c'è tempo di recuperare facendo una serie di saliscendi e poi un rettilieno su sterrato di 4 km che a questo punto è una manna dal cielo. Controllo i tempi sul gps e vedo che non dovrei avere problemi quindi pedalo agile, mi fermo, mangio, bevo e poi riparto. Una volta terminato il tratto in falsopiano si comincia a salire ma man mano che si sale la pendenza diventa notevole e il terreno molto smosso. Si scende dalla mtb e si spinge. Si risale quando diminuisce leggermente e poi si scende. Un'agonia. C'è gente che cede, di testa sopratutto. A me la cosa non tocca, io proseguo senza che le difficoltà possano impensierirmi a piedi o in mtb che sia. Quando vedo in lontanza il gpm sento l'euforia pervadermi ma cerco di controllarmi perchè mancano ancora 18 km all'arrivo e alcuni strappi cattivi. Poco male, arrivo al gpm del Duron (2280 mt) a 9h14' dalla partenza. Supero il tappeto del chip e mi dico che ora devo bruciare tutto quello che ho conservato.

Metto la padella e parto a cannone rallentando solo per i due strappi bastardi ma oramai il più è fatto. 
Dal Duron in poi recupero 6 posizioni. 
Oramai sono lanciato e arrivo al traguardo dopo 10h 28' dalla partenza con ancora energie in corpo, come al solito, me ne sono tenute troppe da parte ma a me piace così. 


Un'occhiata ai tempi mi dice che su 1019 partiti sul percorso lungo gli arrivati sono 917. Al Danterpieces ero 713°, a Campolongo 685°, al Pordoi 696°, al Duron 671° e all'arrivo 665°. Una serie di numeri che raccontano la gara e che mi soddisfa perchè come per la DSB 2011 si evince che mi sono tenuto costante e che poi ho recuperato posizioni. Nessun crampo, nessuna crisi di fame, ho rispettato la tabella pianificata in termini di approccio alla gara tranne che per i tempi visto che pensavo di chiuderla entro le 9h30' ma la pioggia ha scombussolato i piani di tutti non solo i miei. 
Questo il film della mia SRH. 

Ora potrò indossare la maglia. 
Attendo di leggere il film degli amici partecipanti alla gara.
Un saluto ai bikers incontrati/sentiti durante la 2 gg ovvero il Conte, Agente Orange, Davide (A.) Vittorio, Marco (Z), Roberto (Z), Andrea, Simone (S), Luca (P), Federico (R), Giovanni (B), Roby e tutti gli altri.
Prossimamente video della mia SRH.
Alla prossima.

sabato 23 giugno 2012

Sellaronda Hero 2012...a caldo

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Sono un eroe.
Terminato il terribile percorso lungo (82km X 4200 mt)  della Sellaronda Hero.
Pioggia, freddo e fango. Un'impresa.
A domani per il post, foto e prossimamente video della gara.

giovedì 21 giugno 2012

Sellaronda Hero 2012 ovvero... Il Walhalla del Biker

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Domani mattina parto alla volta di Selva di Val Gardena dove sabato cercherò di essere ammesso nel "Walhalla" del biker ovvero affronterò le montagne dolomitiche con l'intenzione di riuscire a tagliare il traguardo di quella che è considerata la gara in mtb più dura d'Europa. Un'impresa ai limiti della follia per qualsiasi amatore (a maggior ragione per me a 49 anni, con 2500 km e 50.000 mt di dislivello nel 2012) in considerazione del fatto che tutto può succedere a causa del dislivello totale da superare (più che la distanza), delle pendenze micidiali dei singoli tratti, sia in salita che talvolta anche in discesa dove non mancano i tratti tecnici, che rendono la gara nettamente più difficile della Dolomiti Superbike (già fatta da scrivente) che dalla sua ha solo una lunghezza maggiore. Sotto il profilo con i cancelli e i vari punti di assistenza e ristori.
Una gara più simile alla Legend Extreme (conquistata )che potrebbe essere considerata come difficoltà immediatamente dopo la SRH. Altri fattori importanti sono la scelta delle coperture che in virtù delle pendenze consigliano una sezione maggiore (2.25) in appoggio per aumentare il grip, e ben tassellati (meglio alti a mio parere) così come fondamentale è la pressione delle stesse che scrivente ha messo a 1.8. Consigli per coperture e pressioni mi sono stati dati da Luca (Poltronieri) che dall'alto dei suoi oltre 30 anni di gare e della conoscenza di quel territorio sa di cosa parla e che ringrazio pubblicamente. Altro fattore il meteo che pare volgere a pioggia quà e là con temperature nettamente inferiori a quelle degli ultimi giorni e questo impone di portarsi al seguito il materiale necessario. Io già sarei partito con Camelbak al seguito ma a questo punto porterò giacca tecnica con cappuccio, gambali e guanti invernali oltre a maglia e calze di ricambio. Le previsioni danno anche grandinata possibile e questo rende l'impresa ancora più difficile. Altro fattore le altezze quindi l'altitudine che a cominciare dai 1500 mt comincia ad incidere sulla performance generale. 

Si parte dai quasi 1600 mt di Selva per arrivare a superare per ben 4 volte i 2000 mt (sfioreremo i 2400 mt) quindi minor quantità di ossigeno a disposizione. Una marathon quindi che impone un approccio molto attento nella fase condotta e dove l'errore di valutazione in termini di sopravalutazione delle proprie capacità può fare brutti scherzi, lasciandoti senza più forze magari ai piedi dell'ultima salita a 20 km dall'arrivo. La mia condotta di gara è oramai collaudata e oltre al rapporto agile focalizzerò molto su alimentazione ed idratazione costante, fattori che in una gara così lunga e difficile sono fondamentali quanto la tenuta fisica e mentale. Oltre a dover superare i 4 cancelli (Corvara, Arabba, Canazei, Passo Duron) si hanno a disposizione 11 ore dalla partenza. Con una velocità media di 9 km orari scarsi terminerei la gara in 9h30. Tutto quello che devo fare è pedalare facendo attenzione alla media oraria e tenendo d'occhio il cardiofrequenzimetro che non mi deve restituire in salita valori vicini alla soglia (175 per me) al fine di non accumulare acido lattico. Tale possibilità è amplificata dallo sforzo in quota quindi cercherò di pedalare con un valore max di 165. Alimentazione dicevo, che mi vedrà farlo ogni ora e bere costantemente. Ricordo che in montagna ci si disidrata facilmente, che sia caldo o no anzi la pioggia aumenta lo sforzo (e lo stress) e relativa sudorazione. Se faccio attenzione e supero le prime tre salite bene probabilmente potrei avere il mio momento di crisi sull'ultima salita ma se sono stato accorto precedentemente posso svangarla. Sotto la mia tabella minima di marcia per stare dentro i tempi. Tutto quello che guadagnerò diminuirà il tempo finale.
La salita più dura in termini di stanchezza ritengo sarà la 3^ (Sourasass) per il fatto che oltre ad essere la più lunga arriva nel momento clou della gara e finisce a metà percorso. A differenza della DSB le discese in alcuni tratti sono anche difficili e quindi  occorre fare attenzione ma io in gara non sono aggressivo come in allenamento. Parlavo di pedalata agile e quindi eccomi montare un 24*36 come extrema ratio nei tratti assassini che abbinato alle coperture 2.25 mi dovrebbero permettere una progressione sicura nella maggiorparte dei tratti anche se come risaputo tutti faremo dei tratti impossibili a piedi compresi alcuni dei primi. 

Ci aggiorniamo per il dopo gara...e che gli Dei della Mountain Bike mi proteggano.
Chiaramente GoPro al seguito quindi video della gara assicurato.
Ringrazio pubblicamente Andrea dei Pedalò Val Tramigna che mi ha trovato la sistemazione alberghiera a Selva.
Poco più di 30 i bikers veronesi che affronteranno il terribile lungo della SRH e tra loro, oltre ad Andrea, ecco altri amici e conoscenti quali Fabio "Il Conte", Vittorio, Davide (Arduini) e il Biondani.
Vi lascio con alcuni link utili:
Sito della gara
Chi resterà a casa potrà seguire le fasi finali, ovvero gli ultimi 20 km del percorso 82 km, in diretta web sul sito della gara nonché su quello della Gazzetta dello Sport
(aggiornamento in tempo reale, sono il numero 389)
Discussione sulla SRH 2012 su MTB Forum
Video e servizi sulla gara dello scorso anno.

giovedì 3 novembre 2011

Sellaronda Hero 2012: dove osano gli eroi...

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Mi sono iscritto al percorso lungo della Sella Ronda Hero 2012.
82 km e 4200 mt di dislivello...
E' considerata la gara più dura d'Europa...
Dove osano gli eroi...