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mercoledì 7 ottobre 2009

Doping: ma lo fanno solo i bikers italiani?

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Le ultime news sul doping mi fanno sempre più pensare a figli e figliastri.
Gli ultimi 2 accusati di doping sono Bosisio e De Bonis:

- De Bonis positivo all'Epo
Milano, 7 ottobre - Ennesimo caso di doping nel mondo del ciclismo. Ancora un italiano coinvolto, ancora Epo Cera. Si tratta di Francesco De Bonis questa volta, corridore della Diquigiovanni-Androni. Il controllo risale allo scorso 7 maggio, data d'inizio della corsa rosa (tappa di Venezia). De Bonis, che poi ha concluso la corsa in 84.ma posizione, a 2 ore e 41 minuti dal vincitore Menchov, sarebbe risultato positivo all'Epo di ultima generazione, il Cera, che già aveva inchiodato nel recente passato nomi illustri; su tutti Danilo Di Luca.

De Bonis, nato all'isola di Liri il 14-04-1982, ha ottenuto il suo risultato più importante in carriera a livello professionistico, aggiudicandosi la quarta tappa del Giro di Romandia, nel 2008.

(Fonte Datasport)

- Bosisio trovato positivo all'Epo
Milano, 6 ottobre - Ancora una brutta pagina di doping per il ciclismo italiano. Gabriele Bosisio è stato trovato positivo ad un controllo antidoping (a sorpresa e fuori dalle competizioni) effettuato lo scorso 2 settembre. Le analisi effettuate dal laboratorio Wada di Losanna hanno rilevato tracce di Epo in un campione di urine prelevate all'atleta della Lpr Farnese, la stessa squadra di Danilo Di Luca (prima della squalifica).

Il corridore è stato sospeso temporaneamente, in attesa delle controanalisi e dell'eventuale squalifica. Bosisio è professionista dal 2004 ed ha vissuto il suo miglior momento della carriera nella passata stagione. Ha vinto la settima tappa del Giro 2008 ed è riuscito a vestire la maglia rosa per una giornata sempre in quella edizione. E' stato titolare nella nazionale di Ballerini ai Mondiali 2008 di Varese.
(Fonte Datasport)


Certo che devono sportivamente pagare se hanno sbagliato ma a quanto pare il trattamento non sarebbe uguale per tutti, difatti basta leggere l' articolo apparso sulla Gazzetta dello Sport (clicca qui per leggerlo) per farsi un idea della fogna in cui si trova l'attuale mondo del ciclismo.
Ho sempre pensato che Armstrong con la storia del tumore ci avesse "marciato" ai controlli anti-doping così come credo che Contador non me la conti giusta (idem Valverde...). Se poi devo fare una altro nome ci metto Cancellara alla cronometro dei mondiali...(allucinante la sua prova, l'avete visto come superava i "signori" cronoman partiti prima di lui?)
Poi girovagando nella rete (oggi non sono di lavaggio piatti post-cena!) trovo questa foto di Rasmussen (già campione del mondo MTB nel 1999, residente a Monaco ma domiciliato in provincia di Verona, a Lazise per essere precisi, dove è proprietario di un negozio di bici) che nel periodo 4-10 ottobre partecipa in Messico alla Vuelta a Chihuahua 2009. Guardatelo sul podio (è arrivato 1° (!!!) al prologo insieme a Michael Kreder (Under 23 leader, Rabobank), Oscar Sevilla (3° Rock Racing) e Daniel Moreno (2°, Caisse d'Epargne). A parte la magrezza allucinante (oddio è sempre stato "secco")
fino in Messico (corre per una squadra di quel Paese, la Tecos Trek) è dovuto andare per poter correre in bici?
PS se avete letto l'articolo della Gazzetta dello Sport credo vi siate fatti anche voi un opinione poco esaltante non solo dei dopati, del doping e dell'indotto che gira intorno ma anche...delle Agenzie deputate al controllo anti-doping...
Meditate gente...meditate...

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