La DSB è terminata e dico subito che non mi/ci è andata bene. C'è l'amaro in bocca ma anche la consapevolezza che un pò di sfortuna è un pò di faciloneria da parte ns ci hanno fatto mancare l'obiettivo. La cronaca. La partenza e via senza troppi patemi verso Prato Piazza. Io bello agile, perchè essendo un diesel patisco sempre la prima salita, e Roby e Vittorio che dettano il ritmo. Sin da subito noto il bel colpo di pedale di Vittorio che pare in giornata da impresa. Abbiamo molto margine sul cancelletto a Dobbiaco (38° Km) e saliamo tranquilli senza forzare. Io sopratutto non voglio esagerare temendo l'ultimo quarto di gara (approccio che risulterà sbagliato). Fà caldo, caldissimo e c'è un sole che spacca le pietre. Si suda da bestie e si sale in quota. Arriviamo a Prato Piazza in poco tempo e poi giù verso Dobbiaco e il 1° cancelletto dove arriviamo con più di 1 h d'anticipo.Mantenendo questa andatura e questo approccio alla gara arriveremo sempre con 1h circa in anticipo, mi dico. Mi voglio divertire ed eccomi lungo il percorso, rallentare per fare foto al paesaggio e ai bikers in gara. Arriviamo ai piedi della salita che porta al Rifugio Baranci. Porca Pupazza, questa salita è veramente tosta, metto in tasca la macchina fotografica e comincio a mulinare. A metà salita il crampo al vasto mediale (se arrivano sono sempre lì). Sentivo che stava arrivando, bevo i sali, rallento, Roby e Vittorio salgono sù, li vedo, saranno ad un centinatio di metri, resisto stringendo i denti e continuo. Roby si ferma e mi aiuta a stirare la gamba 2 volte: (1^) solidarietà tra bikers. Arrivo ai Baranci pedalando agilissimo. Ci idratiamo e ci alimentiamo, il crampo pare essere sparito e così sarà. Inizia la discesa, andiamo giù veloci ma con attenzione allo stesso tempo senza fare i fenomeni come fà qualcuno, alcuni sono letteralmente piantati nelle discese, ogni tanto si formano dei tappi. Vittorio è davanti poi io e a seguire Roby, scendiamo giù veloci. Arriviamo in poco tempo alla fine della discesa e poi prendiamo la leggera salita che porta a Sesto. Stiamo bene, arriviamo alle 1115 circa a Sesto dove ci alimentiamo e beviamo ancora. Ripartiamo destinazione Croda Rossa. Sarà l'ora più calda della ns giornata con il sole allo zenith. La salita è una strage di bikers, molti spingono a piedi, si và avanti col 22 e a tratti nemmeno con quello. Vittorio continua a salire e arriverà in cima con circa 15' di vantaggio su me e Roberto - a metà salita avevamo deciso di fare una sosta di almeno 5'-. Ci diciamo che tanto siamo nel tempo, tanto dopo la Croda Rossa abbiamo la discesa che ci porta a San Candido, ultimo cancelletto. Mai pensiero fu così sbagliato. Mi voglio divertire, mi dico, e faccio altre foto. Ripartiamo e arriviamo alla Croda Rossa con la testa resa bollente dal calore e sudatissimi. Ripartiamo, abbiamo un ora di margine circa e abbiamo quasi solo discesa. Ma non abbiamo fatto i conti col meteo e la non conoscenza del terreno. Avevamo notato dopo la Croda Rossa che c'erano dei nuvoloni neri e si era alzato un pò di vento. Tempo 5 minuti il vento si alza di brutto e comincia prima a piovigginare (e ci siamo subito messi l'antipioggia) e poi a piovere forte e di traverso ed ad un certo punto grandina.
La parte in falsopiano e leggera salita diventa difficile e rallentiamo. Mi domando quando arriva la discesa e pedaliamo sotto la pioggia. Roby entra in crisi e pedala con fatica ma va avanti. Continua a piovere, in certi momenti pare smettere, in altri aumenta. La temperatura si è abbassata. Arriva la discesa che si rivelerà lunghissima e in certi tratti molto ripida, in altri velocissima ed in altri tecnica. E sotto la pioggia battente tutte le difficoltà intrinseche del terreno vengono amplificate. Io mi sento benissimo e dico a Roby di starmi dietro, perchè lo vedo un pò giù fisicamente e di morale: (2^) solidarietà tra bikers. Vittorio è avanti un centinaio di metri. Parto a bombazza sotto la pioggia con l'unico obiettivo di arrivare al cancelletto in tempo. E' una strage di bikers, superiamo bikers inzuppati, altri con la catena rotta o che hanno bucato. Piove ancora forte e io scendo costantemente a 25/30 km/h in quelle condizioni di terreno bagnato e con tratti tecnici quà e là. Ogni tanto prendo dei rischi eccessivi. Roby fà fatica a seguirmi in certi tratti ma vedo che è sempre lì a qualche centinaio di metri. Ad un certo punto una serie di passerelle in legno, oramai bagnate e scivolose ci obbligano a scendere dal bici. Risaliamo e ripartiamo. Andiamo come missili, che stupido mi dico, adesso devi pedalare come sai? Mi sento a mille, le gambe girano che è una meraviglia. Arriviamo alle 1440 a San Candido. Causa condimeteo hanno procastinato la chiusura del cancelletto alle 1430. Siamo fuori per 10'.
Una mazzata. Stiamo bene, mancano gli ultimi 30 km, siamo ad un passo e abbiamo già 90 km sulle gambe. Siamo una quindicina di bikers bloccati lì dall'organzzazione, qualcuno si inkazza, vuole proseguire ma gli organizzatori sono inamovibili. Gli organizzatori dicono che ve ne sono ancora più di un centinaio indietro lungo il percorso. Io Roby e Vittorio ci guardiamo negli occhi delusi. Io sono quello che se la prende inizialmente di più, è una mazzata che non mi aspettavo. Quanto tempo perso quà e là, altro che foto e che siesta sulla Croda Rossa di 5' e forse più. Mi sento in colpa con me stesso. Mancano gli ultimi 30 km e io sono lì bloccato. Dopo una sosta a San Candido al ristoro, ripartiamo sull'asfaltata e arriviamo sempre sotto la pioggia a Villabassa. Consegnamo il chip, decidiamo di prendere dei gadget invece dei 10 euro (io un copriruota che con il gilet tecnico completano un pacco gara da sogno). Piove ancora, c'è fila per il lavaggio bici, vorremmo fare la doccia ma dovremmo fare a turno perchè bisogna fare la "guardia" alle bici. La distanza tra il parcheggio e il pasta party è troppo, sarebbe da fare sotto la pioggia. Ci cambiamo sotto la pioggia, una lavata veloce con l'asciugamo. Decidiamo di caricare il tutto e partire. Ci salutiamo. Vittorio dovrebbe essere quello più amareggiato, perchè ci ha aspettato in 2 occasioni almeno 10' ma è sereno, come al solito, un suo gran bel pregio. Lui sarebbe passato e avrebbe potuto finirla. Questo è il dispiacere più grande, mio e di Roby (ne abbiamo parlato in macchina). Una serie sfortunata di eventi, in primis il forte temporale nel momento topico della ns gara, ci ha impedito di raggiungere il ns obiettivo ma anche noi abbiamo sbagliato affrontando una 1^ parte di gara in maniera troppo "leggera". Quando abbiamo cominciato a metterci le pezze era oramai troppo tardi. Ho pensato sulla strada del ritorno alla scrittrice Grazia Deledda e alla sua "ineluttabilità del destino". Al ritorno una coda interminabile da Villabassa fino all'imbocco dell'autostrada, poi traffico a passo d'uomo fino a Trento e poi successivamente lo sarebbe stato almeno fino ad Affi. Con Roby decidiamo di uscire ad Ala e prendere per Peri e successivamente per Fosse e quindi Grezzana. Alla fine arrivo a casa alle 2030. Prima di concludere questo post volevo ringraziare Roby e Vittorio con i quali ho passato una giornata da ricordare, bellissima in tutte le sue mille sfaccettature. Dopo l'iniziale sconforto mi è ritornato il sorriso e così ora vedo tutto sotto un altra luce. E' stata una lezione, una bella lezione di vita e di tattica ciclistica. E come l'Araba Fenice risorgerò/risorgeremo dalle ceneri...


....dai Andrea non prendertela che la finiremo l'anno prossimo.....verro' anch'io!!!!!
RispondiEliminaCiao Dimitri, sei tu vero? Come ho scritto ho già metabolizzato il tutto. Sarà un piacere farla insieme l'anno prossimo. Keep in touch
RispondiEliminaSi,scusa Andrea non mi sono fatto riconoscere, sono io....
RispondiEliminaAnche la giornata di ieri ci ha insegnato qualcosa. E' stata una bellisima giornata/fine settimana. Pedalare in compagnia alla DSB non ha eguali. Poco importano i tempi di ieri, volevamo passare un pò di ore insieme contenti e spensierati, ed è stato così, a me basta ed avanza. Alle prestazioni ci penseremo un'altra volta. Vittorio.
RispondiEliminaCiò che hai scritto sintetizza la tua visione della mtb e del pedalare in compagnia. Approccio che io e Roby condividiamo in pieno. Ci rifaremo un altra volta e comunque sia andata e andrà l'importante sarà divertirci, sempre...
RispondiEliminaCon stima
A.