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lunedì 11 aprile 2016

Tipologia di ciclisti..tra il serio ed il faceto

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IL FENOMENO
Si sente un pro ma fa l’impiegato 8 ore al giorno, è pluriaccessoriato e parla solo ed esclusivamente di bici. Passa la maggior parte delle sue giornate a studiare percorsi, allenamenti e trovare il modo di migliorarsi. Quando esce in bicicletta è l’ultimo dei ciclisti che vorresti incontrare. 
Se sei in salita e stai arrancando su una pendenza fotonica, lui ti sorpassa con la smorfia di quello che ha passato l’inverno sui rulli. 
Se ti arriva in scia e non mantieni una frequenza perfetta ti supera scocciato. 
Tarella a bestia, inutile pensare di stargli dietro se non sei del suo team.
È quello che la domenica mattina, quando alle 7 sei pronto per l’uscitona ma hai ancora gli occhi appiccicati dal sonno, ha già fatto 50 km e ti sfreccia davanti con la gamba perfettamente depilata e che gira manco fosse una roulette.
Se solo ti avvicini a guardare la sua bici, un cecchino è pronto a farti fuori. 
Impossibile poi chiedergli informazioni su quella meraviglia di bicicletta che si ritrova: ci ha speso talmente tanti soldi che forse è meglio non sapere.

IL CICLISTA HIPSTER
Sia chiaro: se partecipi ad una criterium e sai governare una crono non appartieni a questa categoria. 
Ma se hai una cazzo di fixie  e non ci sai frenare, sei il classico ciclista hipster, di quelli che appena inizia il pavè salgono sul marciapiede e che va in giro che manco il tendone del circo Orfei: una ruota verde fluo e l’altra viola.
Hanno speso cifre assurde per metter giù una bici che pare fatta per una passerella, hanno borse messenger giganti ma vuote e pedalano sempre con le cuffie che sparano indie a tuono. 
E non sono solo urban biker: con la loro scatto fisso li trovi anche a passeggio in tutine fantastiche sulla strada per il muro del Sormano.
A loro il grande merito di aver rilanciato le due ruote con il paradosso del mono freno sulla bici da crono.

L’ANZIANO
Non provate a sfidarlo. 
Ha superato i 70 anni ma nelle gambe c’è ancora una forza incredibile. 
Ha avuto un glorioso passato da ciclista amatoriale, ha partecipato a mille gare e la domenica, mentre lui esce a pedalare, c’è la moglie che spolvera i suoi trofei.
Sulla strada pare un giovinotto: nella sua tutina dal design d’essai e col caschetto, capisci che ha “una certa” solo quando lo vedi da vicino e lo senti smadonnare e imprecare preso da un moto di arteriosclerosi perchè sei in scia col tuo gruppo ma non sei abbastanza veloce.


QUELLO COL CASCO DA CRONO
Ti fermi alla fontanella a riempire la borraccia e taaac, arriva lui: il ciclista col casco da crono. 
Scende da una bici da corsa che non giustifica affatto un casco testato nella galleria di vento, non vedi prolunghe sul manubrio, ha la tutina del Team Sky e ti accorgi che c’è qualcosa che non va quando tu entri in statale e lui continua a pedalare sulla ciclabile facendo lo slalom tra runner, gente che se la passeggia e ragazzini in mountain bike.

IL SUPER FASHION
Tu aspetti i saldi per comprarti un jersey in grazia di dio e una tutina un pò figa, e poi arriva lui, il ciclista super fashion. 
Ogni volta che lo incroci è una pugnalata nella schiena. 
È perfetto: dalla calzina, al manicotto è tutto bellissimo. 
La fregatura che anche la bici e stupenda. 
E il tuo senso di inferiorità aumenta a dismisura. 
Ma non tutte le ciambelle escon col buco: è quando dalle tasche della sua magnifica giacca super aderente, leggerissima, antivento, antipioggia e ultra tecnica, che ti accorgi che un dio esiste. 
Tronfio, sicuro e incurante di tutto e di tutti, come un turista japanese, tira fuori la famigerata prolunga per selfie. 
Innamorato della sua stessa immagine, comincia l’autoshooting degli scatti che popoleranno le bacheche dei suoi social.

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articolo tratto da: funkyrunner.lefunkymamas.com

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