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venerdì 25 ottobre 2013

Cactus "Live on Stage" ovvero...oltre 30 anni fa...

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Sono pericolosamente vicino all'età dei saggi o meglio presunti tali che dispensano consigli ai giovani dimenticandosi spesso di quanto... teste "da casso" eravamo a nostra volta.
Fatto sta che è una ruota che gira ("La vita procede e non s'attarda sul passato", Tagore) ed essere giovane non è affatto facile, anzi... non lo è mai stato. Non dimentichiamolo mai...
Quando leggo che i giovani non hanno futuro o simili frasi ad effetto non leggo nulla di nuovo. Lo dicevano pure ai miei tempi e lo dicevano a mio padre...
Cerco di essere un buon padre, credo di aver trasmesso e trasmetto dei valori importanti a mia figlia ma solo il tempo lo potrà confermare o smentire e probabilmente non sarò su questa terra per averne la prova definitiva e come Tagore diceva "voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti"
Appunto...
Senza andare sul personale del mio vissuto a tutto tondo mi sono ritrovato a pensare ultimamente alla mia gioventù e al mio vissuto musicale.
I primi ricordi musicali sono legati alla televisione in bianco e nero. 
Sono nato nel marzo del 1963, tanto per inquadrare l'epoca.
Sono della generazione dei Carosello (e poi a nanna), di Rin Tin Tin, di UFO Minaccia dallo Spazio, Alla conquista del West, La Freccia Nera, Sheridan, I Racconti di Padre Brown, E le stelle stanno a guardare, Joe Petrosino, Il Commissario Cervi...
A casa vedevamo Canzonissima e se devo dire qualche nome di cantante dico... Mina e Lucio Battisti tra i tanti.
Alla radio davano quel tipo di musica e quando mio padre mise la prima autoradio con mangiacassette, la musica italiana (e non) dell'epoca risuonava dalle due casse anteriori della nostra Fiat 124 e agli italiani che ascoltavamo in viaggio devo aggiungere Fausto Papetti e lo sliding di Santo&Johnny (che erano americani però...).
Non era la musica che mi apparteneva, era la musica che ascoltavano i miei genitori, i canali tv erano due (Rai1 e Rai2), le radio erano molto istituzionali e quindi... prendere o lasciare. 
Ricordo che un giorno ascoltai un gruppetto di ragazzi piu' grandi suonare, in una stanzetta dell'oratorio, canzoni dei Santana quali Samba Pa ti ed Europa
Oramai stavo crescendo, cercavo di capire i miei gusti ma l'informazione era scarsa, ti appoggiavi alle poche radio locali e sui ragazzi piu' grandi, portavamo i pantaloni a zampa di elefante, i maglioni attillati a collo alto.
Non ero particolarmente attratto dall'insieme...ma vi erano anche aspetti d'interesse. 
Per regalo chiesi un mangiacassette, lo ricordo ancora, un Grunding, mono, piccolo, bianco, che accendevo e, dopo aver spento la luce della camera, ascoltavo all'infinito Animals e Atom Heart Mother (chiaramente una musicassetta) dei Pink Floyd.
Fu l'inizio del mio percorso musicale.
Quando arrivo a Torino è il 1977.
Sia la città che l'anno - e quelli fino al 1982 - sono stati fondamentali per tantissimi aspetti. 
Torino non era e non è Verona, nel bene e nel male. 
Politicamente viva, difficile, e per certi aspetti pericolosa, era nel pieno della fase degli Anni di Piombo e lo si sentiva nell'aria, lo sentivi alla radio e alla tv, lo vedevi per strada e nelle scuole.

Avevo 14 anni allora e certe cose non le dimentichi. 
Posso dire che musicalmente mi sono formato in quegli anni.
Torino era ed è un crogiolo di gruppi musicali di genere diverso e lo è sempre stato: dagli Statuto ai Mau Mau ai Subsonica.
Erano gli anni della nascita delle prime birrerie (Torino era la città italiana con il maggior numero), ci si trovava e con poche lire potevi berti una birra, se andavi in pizzeria con meno di 5000 lire te la svangavi.
Musicalmente dovevi fare subito una scelta, erano gli anni del punk e della disco music. 
Scelsi i primi, gli originali, non quelli glam e modaioli dei decenni successivi ma non amavo il lato nichilista e anarcoide del movimento.
Ricordo che il gel non esisteva o meglio c'era il Tenax ma spesso usavamo la birra, l'acqua e zucchero per trattare i capelli.
Di quegli anni ricordo gli Exploited , i Clash ma anche i Ramones e i Dead Kennedys.


Comprai il mio primo chiodo, usato...
Pochissimi anni dopo  il movimento si frammentò in mille rivoli musicali.
Arrivò il Post-Punk e poi la New Wave e la No Wave..









Arrivarono i Joy Division,  Siouxsie and the Banshees ma anche Bauhaus, Killing Joke, Cure. Il primo disco degli Ultravox era splendido per testi e sonorità e Hiroshima Mon Amour rimane il loro pezzo indimenticale.

Leggevo Lovercraft, Edgar Allan Poe, Asimov, Phillips K. Dick.





Al cinema uscirono Alien e qualche anno dopo Blade Runner.







La radio era un mentore assoluto ed erano gli anni durante i quali a tarda notte ascoltavo e registravo da Radio Flash (97.700) un programma leggendario "Puzzle, quotidiano musicale condotto da Alberto Campo e Renato Striglia".
Per gli addetti ai lavori e noi ascoltatori una trasmissione che segnò un'epoca.
"Puzzle" e il giornale "Rockerilla" hanno formato la mia "cultura" musicale. 
Anni indimenticabili...
I pomeriggi li passavo spesso da Rock & Folk, un negozio in centro città che aveva talvolta i dischi che ascoltavi anche su Puzzle e che potevi riascoltare...


Centinai i concerti a cui sono andato in quegli anni anche perché il biglietto era ad un prezzo più che umano (anzi erano bassi), a volte... si scavalcava e altre volte un amico recuperava i biglietti tramite la sorella che conosceva un tizio in una radio locale.
Il mio lato rock mi faceva ascoltare Lou Reed ma anche i Cream, i Creedence Clearwater Revival, King Crimson.
Successivamente mi interessai anche al British Metal ed erano gli anni dei primi Iron Maiden (con Paul di Anno), dei Judas Priest ma anche degli antesignani dei Metallica ovvero i Motorhead.


Arrivano poi gli anni del lavoro, lascio Torino e giro per l'Italia. 
La musica era presente come compagnia, si andava avanti con le musicassette, le più care erano le Basf nere mi sembra, erano le migliori per la qualità della registrazione.
Arrivano i primi CD ma costano un boato.

Il vinile era destinato a sparire ma per me rimane sempre il numero 1.
La musica cambia, io non ho molto tempo per tenermi aggiornato, continuo a comprare ogni tanto Rockerilla
Primi anni 90, riesco a comprarmi un signor stereo con piatto della Kenwood che ho ancora (ma ho la puntina rotta). 
Rimetto in sesto la mia collezione di vinile mentre centinaia di altri vinile prestati negli anni non sono più' rientrati.


Centinaia le musicassette in soffitta oramai inutilizzabili. 
Per me i Genesis sono quelli di Peter Gabriel, sono quelli di Foxtrot e Trespass.
Mi è sempre piaciuto il prog.
L'hard rock per me sono Deep Purple e Led Zeppelin ma senza Jimy Hendrix non ci sarebbe stato nessuno.



Interessante il periodo grunge con i Nirvana ed il periodo garage.
Mi piacquero subito i Portishead, i Red Hot Chili Peppers, i Garbage, i Pearl Jam.
Continuo ad ascoltare Brian Eno, John Foxx, Traffic.



Poi vennero i Radiohead...
e ne venni rapito, un sound che mi ricordava i Joy Division
Recentemente ho apprezzato i Coldplay
Faccio fatica a trovare qualcosa che sia originale e non una scopiazzatura recente o passata.
Per certe cose mi piacciono i Placebo e trovo il testo dell'ultimo singolo particolarmente interessante.
Immortali e inarrivabili rimangono i Pink Floyd.
Non ho mai amato particolarmente reggae, ska, country e folk.
Gli italiani che preferivo erano la PFM e gli Area.
L'inglese l'ho anche imparato leggendo i testi delle canzoni che ascoltavo. Interessante il fatto che i miei gusti giovanili abbiano "inquinato" i miei fratelli di 10 anni piu' giovani (abituati da piccoli ad ascoltare la mia musica) che tuttora, nonostante siano due seri professionisti con famiglia, hanno quasi i miei stessi gusti musicali.
Se qualcuno si fosse chiesto cosa c'entra la foto ad inizio post presto fatto: trattasi di scrivente che nemmeno maggiorenne suonò il basso quasi per gioco in due band senza futuro (ma lo sapevamo) . 
Quella foto ha 32 anni circa ...il tempo passa...la passione per la musica mai... 
Keep in touch

2 commenti:

  1. Grande Cactus! Molti dei gruppi che ascoltavi (e penso ascolti tuttora) gli ascolto anche io!!! I gruppi di una volta che hanno fatto la storia rimarranno per sempre, diversamente da molti che ci sono ora che dopo qualche tempo non se li ricorda più nessuno. Come anche alcuni cantautori italiani che non ci sono o non suonano più. Tra i gruppi punk itliani non dimentichiamo i CCCP.
    Ps: fino a qualche anno fa suonavo anche io: la chitarra! :)

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  2. Pensa te, non me lo immaginavo proprio! E poi guarda che strade seriose abbiamo preso...
    Ricordo i CCCP, ma erano un pò troppo politicizzati per i miei gusti.
    Anche se poi gli anni passano e non suoniamo più "quella" musica ti rimane sempre.
    Bye

    RispondiElimina