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lunedì 4 aprile 2011

GF del Durello, il giorno dopo ovvero...bicchiere mezzo pieno

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Alla fine anche la 2^ tappa del Lessinia Tour è andata. Alla fine devo ammettere che nonostante un finale guastato da una foratura a 1500 metri dall'arrirvo posso ritenermi soddisfatto. Dopotutto fino a poco prima del fattaccio ero all'incirca attorno al tempo che mi ero prefissato ossia quei 2h30'/2h35' che sono quanto posso esprimere ora. D'altronde si fa fuoco con la legna che si ha e non posso di certo pretendere che con le 2 uscite settimanali (da ora speriamo di riuscire a buttarci dentro la 3^ a metà settimana, magari tardo pomeriggio) si possa fare molto di più. Una veloce sintesi della mia gara e alcune considerazioni finali. Pronti via (filmati in arrivo sul canale youtube ma vi anticipo alcuni fotogrammi) ed ecco che come al solito c'è la partenza a cannone del gruppone ma non mi faccio ingannare perchè la salita è lunga 20 km e non me la sento di esplodere anzitempo. Sulle rampe asfaltate rimango agile, mi conosco e sò che come mio solito comincerò a sentire le gambe che girano dopo 10/15 km, metto il 32 appena la strada sale e quando comicia lo sterrato mi gioco il 24x11 ma presto mi toccherà andare ancora più agile. Supero il tappo in un passaggio che non capisco come possa bloccare un gruppo di bikers e riprendo a pedalare in agilità fino ad arrivare a circa 5km dal Gpm di Bolca quando comicio a sentire che le gambe girano bene quindi indurisco il rapporto e comincio ad accellerare e nel giro di un paio di km supero una decina di bikers e vedo che nel mirino ne ho altri. Superata Bolca ecco che inizia la fase di saliscendi e nelle discese quando sono solo vedo che riprendo molti bikers ma una serie di numeri della malavita in discesa di alcuni mi consigliano di evitare alcuni sorpassi e di attendere. Vedo un paio di cadute, molte forature e quando posso supero. Mi sento bene, guardo il tempo sul gps, mi faccio 2 conti e mi dico che potrei riuscire a chiudere attorno alle 2h30'. Le discese sono veloci, non tecniche come quelle della 3 Valli ma occorre non farsi prendere dalla velocità perche sdraiarsi è un attimo come vedo fare da alcuni bikers che prudentemente avevo lasciato allontanare a distanza di sicurezza. Nei saliscendi mi sento veramente bene e spingo forte il 32 fino a quando ci troviamo ad essere un gruppetto di 6/7 bikers che non si riesce a sgranare perchè ci riprendiamo tutti a vicenda. Cerco di buttarmi per primo all'inizio delle discese sterrate ma ce n'è sempre uno che mi passa nei posti più allucinanti intesi come rischio per la sua caduta e magari della mia successiva  quindi lo lascio allontanare per poi riprenderlo poco più avanti. Questo tira e molla mi rompe parecchio i marroni ma mi dico che se arrivo per primo all'ultima discesa me lo tolgo di torno. Nel tratto asfaltato precedente l'ultima discesa metto il 42 e mi prendo una 50ina di metri, dò un urlo ad un gruppetto di bikers che avevano sbagliato strada (tirando dritto invece di girare a sx) e mi butto nel vigneto. Il tempo di entrare nel vigneto che sento la bici "saltellare" sul posteriore....nooooooooooo!!! Ho bucato!, non ci posso credere, rallento, esco dal vigneto pensando al da farsi mentre bikers a palla di cannone mi superano. Per un attimo mi dico che potrei continuare poi mi fermo. Guardo il gps che segna 2h33'. Probabilmente avrei chiuso con quel tempo o lì vicino. Tiro fuori il CO2 (anche lì minuti che se ne vanno) e penso che una gonfiata a palla magari mi dura un paio di minuti. Quando vedo che altri bikers mi superano prendo la decisione: metto tutto nella tasca posteriore e giù di corsa nella discesa e poi nell'asfaltata in modalità "Sebastian Coe", mito del mezzofondo anni 80'. La parte sterrata è fatta di corsa facendo attenzione ai bikers a palla di cannone che scendono e la parte in asfalto mi vede correre con ai lati spettatori che mi applaudono perchè hanno capito cosa stò facendo. Supero il traguardo sudato come una bestia con il gps che mi restituisce ufficialmente 2h47' con 10'/15' buttati nella tazza del cesso per una foratura ma va bene così. Se alla 3 Valli ho avuto problemi con il deragliatore anteriore causa passaggio nel fango, al Durello ho forato ma in tutte e due le occasioni sono riuscito a passare il traguardo salvando quindi finora il Lessinia Tour. Gare terminate e nessuna caduta...alla fine bicchiere mezzo pieno.


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