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giovedì 10 agosto 2017

Cactus Chronicles: Raid mtb "Skull" (8-9/8, 2017)

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Raid mtb di 2 giorni in solitaria, tra le Piccole Dolomiti e la Lessinia, tanto impegnativo quanto affascinante, in ragione dei tratti tecnici e dei diversi contesti paesaggistici nei quali ho pedalato.
Percorso disegnato da tempo, che contemplava tratti conosciuti a vere e proprie prime volte, uno degli obiettivi dei miei raid ed escursioni, ossia l'esplorazione di nuovi tratti, per conoscere sempre più i territori in ottica future attività pedalatorie.

"Viaggiare per commuoversi di fronte ad un panorama.
Viaggiare per capire di non avere nient’altro che la propria libertà."
(A. Ranzani)

1° giorno (8 agosto 2017)
Il primo giorno del raid inizia a Rovereto, in Trentino, dove ero giunto col treno da Verona.
Lascio Rovereto direzione Rifugio Monte Zugna, mi attendono 18 km di salita che mi portano dai 197 mt della partenza ai 1865 mt della Croce del Coni Zugna.
Tratto anonimo ma pur sempre impegnativo quello dei primi 12 km fino ad Albaredo, dove alla fontana riempio borraccia.
Niente camelbak al seguito, ho studiato bene la posizione delle fontane nei due giorni e non dovrei avere problemi idrici.
Superati i 1000 mt di quota l'aria comincia a farsi più frizzante ma sto pedalando in salita quindi fa solo piacere.
Arrivato al rifugio è tempo di un paio di croissant ed un succo visto che avevo fatto colazione alle 0430.

Riparto direzione il gpm e ad un certo punto sulla dx del sentiero vedo delle corna e mi fermo.

Trattasi di teschio di camoscio, chissà se conseguenza di una predazione o di un cacciatore.
Arrivo alle rovine dei Forti della I^ guerra mondiale

e proseguo in ripida ed impegnativa salita verso la Croce del Gpm.
A sud è chiaramente visibile il Gruppo del Carega e sotto di me la Valle dei Ronchi.

La giornata non è limpidissima ma la temperatura è ottimale per chi pedala.
Non c'è anima viva in giro.
Sono i vantaggi di pedalare in settimana partendo molto presto la mattina.
Dal gpm breve discesa tecnica e quindi riaggancio il sentiero direzione Passo Buole.

A seguire un tratto bellissimo con lungo single in parte esposto che mette alla frusta la conduzione della mtb ma che conosco bene, avendolo più volte fatto da solo od in compagnia di Ale (S).
E' su questo tratto che sento pietre rotolare e vedo con la coda dell'occhio un camoscio che correva avendomi visto. 

Fermarmi al volo e fotografarlo non è stato semplice ma ho la macchina nella tasca laterale dei baggies.
Prima un teschio (skull in inglese), poi un animale vivo della stessa specie, il cerchio della vita...

"Effimere e senza valore sono le cose umane: ieri un moccioso, domani mummia o cenere. 
Trascorri dunque questo breve istante di vita in armonia con la natura e muori serenamente, come l’oliva che una volta matura cade al suolo benedicendo la terra che l’ha prodotta e ringraziando la pianta che l’ha generata"
(Marco Aurelio)

Proseguo su tratti che sono un promo motivazionale per la mountain bike.

Oramai vedo Passo Buole ma c'è ancora da sbogolarsi lungo single e strade forestali, fatte con il giusto flow in ragione del fatto che non c'è nessuno in giro anche se faccio la dovuta attenzione nelle curve cieche per evitare sorprese. 

Arrivo a Passo Buole

Ora inizia la discesa, tecnica a tratti, che da Passo Buole mi porta a Contrada Zendri lungo il 117.


Discesa che conosco bene, avendola ricognita anni fa e che poi ho inserito spesso nelle escursioni.

La lunga discesa da single diventa poi strada forestale e mi conduce ad agganciare la strada asfalta che conduce dopo qualche km a Zendri dove riempio la borraccia alla fontana.
Mi trovo in Vallarsa.
Proseguo per Ometti e alla galleria chiusa ricomincio lo sterrato, ho fatto circa 3 km di asfalto, tempo di rientrare al fresco dei boschi.
Passo davanti alla cascatella della Val Gerlano ma proseguo, fermandomi a riempire la borraccia alla fontana successiva.

Arrivo a Colletto Siebe e proseguo direzione Rifugio Campogrosso, dove poco prima entro in Veneto, nella provincia di Vicenza.

Panetto e coca, per prepararmi ad affrontare il tratto nuovo, mai fatto precedentemente.
Sia io che Ale (S) abbiamo fatto altri tratti che ci portavano al Rifugio Battisti, mia destinazione finale di giornata, ma mai il tratto in questione.

"I sentieri si costruiscono viaggiando"
(Franz Kafka)

Veloce discesa direzione Recoaro 1000 ma ad un certo punto svolto per agganciare uno sterrato.
Davanti a me il panorama delle Piccole Dolomiti, con in fondo il punto di arrivo.

Su sterrato arriverò al Rotolon che attraverserò per poi andare a cercare il sentiero successivo.

Il sentiero risulterà pedalabile per l'80% con un paio di tratti a spinta ma che si contraddistingue per la presenza di due fontane presso alcune malghe.

Supererò le contrade di Stumpese e Pre Alti e arriverò a Malga Lora, dove riapprofitto della fontana.
Fa caldo e bisogna bere.
Da Malga Lora riaggancio l'asfalto che mi conduce al Rifugio Battisti ma la variante mi ha permesso di stare in quota e facendomi risparmiare 300 mt circa di dislivello.
Arrivo al Rifugio Battisti e chiudo la prima giornata del raid.

Se ne sono andati 53 km e 3040 mt di ascesa

Saluto Marco, mi prendo una Weissen e toltami la maglietta e le scarpe mi sdraio sul prato.
Finita la birra faccio pure un'oretta di pennica.
Metto poi la mtb nel deposito, doccia e a cena zuppa d'orzo, carne salada e dolce di cioccolato e pere.
Ciacole con Marco e poi vado a dormire.






2° giorno (9 agosto 2017)
Sveglia, colazione e partenza.
Durante la notte ha piovuto un poco, l'aria è frizzante.

Il cielo del primo mattino è nuvoloso ma sono attrezzato per l'eventuale pioggia che comunque sia il meteo che il radar non prevedono e non vedono.
Direzione Malga Pizzegoro lungo il sentiero dei Grandi Alberi.

E' presto, pedalare in queste condizioni meteo ed in questo contesto è cibo per gli occhi e per l'anima, il mio senso della mountain bike, lontano anni luce da gare e raduni chiassosi.

Mi godo questo tratto, ben sapendo quello che mi attende davanti.

Arrivo a Malga Pizzegoro  e alzando il naso vedo in alto il gpm della Sella del Campetto.

Una salita durissima fatta parecchie volte.

Il profilo altimetrico da un'idea di cosa sto parlando.
Quando non manca molto mi giro e sulla dx si vede la partenza.

Il dislivello è evidente e si vede la stradina che in 4 km ti porta in cima, tra ripidi rettilinei e tornanti.
Arrivo al Gpm ed in cima sosto il tempo della foto volante a causa del forte e fresco vento.

Dal gpm mi attende ora il bellissimo tratto verso Bocchetta Gabellele.

Tratto stupendo che non mi stancherò mai di fare.
Arrivo a Bocchetta Gabellele e, prima di deviare per il Rifugio Bertagnoli, salgo sullo sperone di roccia.
In basso si vede il Rifugio Battisti e il Rotolon, ne ho fatta di strada e di salita.

Tempo di riprendere a pedalare, lungo  lo sterrato in discesa che mi conduce al Rifugio Bertagnoli.

Panetto e coca e prendo la discesa, perdendo quella quota che aveva regalato temperature fresche e piacevoli.
Si avvicina l'inizio del nuovo tratto, che mi deve portare al gpm di Campofontana.
In altre escursioni ero risalito via il ponte di Contrada Molino ma era tempo di provare qualcos'altro.


"Non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia"
(Ralph Waldo Emerson)

Subito ripida salita fino a Contrada Grazzari, poi inizio il single che in salita mi porterà verso Contrada Gerolin con un breve tratto iniziale a spinta.

Single pulito di fresco, con pendenze impegnative ma agile agile arrivo al gpm


Poche centinaia di metri e aggancio la Sp 43.
Alla mia sx vedo il Monte Falcone, ero li qualche ora prima. 
Quanta strada si fa in mtb se si ha allenamento e voglia di pedalare.

Se svoltassi a dx arriverei velocemente a Campofontana...ma il percorso non lo prevede.
Pochi km di bitume direzione Crespadoro, fino ad agganciare prima lo sterrato e poi il single che da Rancani mi porterà a Golge e quindi a Gaiga.

Mi attende un lungo mangia e bevi su single che mette sempre la gamba in tiro.

La quota è più bassa, le ore passano, il caldo si fa sentire e sudo parecchio.
Aggancio lo stretto bitume che da Durlo porta a Campofontana, agganciando pochi km prima la Sp.
Sono entrato nella provincia di Verona, mi sento quasi a casa...
Da Campofontana a Contrada Pelosi sarebbe meno faticoso se facesse meno caldo ma sono le 12 e sudo copiosamente.
A Contrada Pelosi vado da Ale (S), arrivato da poco dal lavoro e mi offre le cocacola promesse e del cioccolato fondente. Grazie ancora.
Ciacole ed impressioni sul percorso, visto che anche lui è un esploratore ed è interessato.
Riempio la borraccia e riparto,
Giù in discesa via Corno Barilla e poi si risale, prendendo la salita su bitume direzione Velo ma deviando poi verso Tezze, dove riempio nuovamente la borraccia.
Caldo allucinante e metto la testa sotto la fontana.
Proseguo per La Bettola ed infine arrivo a Malga Vazzo.

Ora di fare discesa e prendo la vecchia Legend che passa per Corlaiti, Campari, Bonomi, lungo bei tratti nel bosco.
Spunto sul bitume che mi porta a San Rocco.
Tempo di Pissarotta via Paravanto e arrivo a Mizzole.
Si riprende lo sterrato che mi porta al Piloton, dove concludo idealmente il Raid.

Arrivo a Ponte Florio e a seguire Verona.
Sosta da Luca (P) che mi attendeva in bottega per avere un resoconto del Raid al quale avrebbe partecipato non avesse avuto bagoli in questi giorni.

Chiudo il secondo ed ultimo giorno con 81 km e 2254 mt+ di ascesa.

Ha così termine questo raid in solitaria che, come negli anni precedenti, lascia in ricordo tante immagini e tante emozioni, difficili da descrivere.

"Una volta che hai viaggiato, il viaggio non finisce mai, ma si ripete infinite volte negli angoli più silenziosi della mente. 
La mente non sa separarsi dal viaggio"
(Pat Conroy)


Considerazioni

Lo zaino amplifica lo sforzo fisico con i suoi 4 kg tra barrette, cambio, saccoletto, antipioggia e copricasco, più cosine varie (batterie gps, cartine, radiolina Pmr) che prese singole pesano poche ma che sommate...
Ottimo il posizionamento del kit assistenza meccanica sull'orizzontale.
Eccellenti le nuove coperture, le nuove Nobby Nic nella versione Snakeskin DD
Alla fine un percorso che da Rovereto mi ha portato a Verona, attraversando 2 regioni (Trentino e Veneto) e 3 province (Tn, Vi, Vr).

134 km e 5294 mt+ di ascesa

Molto soddisfatto della condizione atletica, mai avuto problemi di crampi o cali di prestazione, ho pedalato sempre agile e regolare.
Lato cardio ho avuto conferma di essere nel picco di forma.
Ora riposo muscolare e poi domenica sgambata in bdc.
Keep in touch!

"Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto
che per quelle che avete fatto"
(Mark Twain)

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Alessio!
      La bellezza dei posti ha compensato ampiamente l'impegno fisico
      :D

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