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venerdì 24 giugno 2016

Cactus Chronicles: uscita mtb "CCC" (caldo, cotta e capriolo). 24/6, 2016

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Uscita mtb in compagnia di Ale che di banale aveva poco sin dall'inizio, visto che era previsto un lungo in Lessinia.
La giornata non è calda....è torrida e mi ricorda l'estate del 2003. Ci sono 34°...
Partenza ora di pranzo direzione Pissarotta, la via di avvicinamento per noi più veloce per la Lessinia.
Tempo di prendere la Pissarotta e sento subito che il caldo mi sta causando difficoltà, anche se sia io che Ale abbiamo il camelbak, in quanto con una giornata così occorre idratarsi per bene.
Ale è reduce da una cotta in settimana, con un'uscita mtb in Lessinia.
Forse per la proprietà transitiva della cotta anche io non mi sento proprio in splendida forma ma cerco di reagire.
Alla fine della Pissarotta prendiamo in direzione Squaranto, Campari e Scardon, dove prendiamo il tratto che anche la Legend 2016 farà e che porta al fondo della Val Squaranto.
Poco dopo Scardon, un gregge di pecore ci rallenta (notare la rete alla nostra sx)
Qualche centinaio di metri dopo vediamo a terra una forma animale di colore marrone scuro. 
Tempo di scendere dalle mtb, scopriamo che trattasi di un grosso capriolo maschio, con le lunghe corna incastrate nella rete di recinzione delle pecore. 
A furia di cercare di liberarsi ha attorcigliato la rete trasformandola in una sorta di corda di nylon.
E' quasi senza più forze ma le corna sono comunque un pericolo serio.
Ci avviciniamo per capire bene come liberarlo ma cerca di scappare e cade nel fosso, peggiorando la sua situazione.

Con Ale ci dividiamo i compiti e decidiamo che dobbiamo prima allentare la tensione di questa specie di corda che si è creata e che è attorcigliata oramai attorno alle corna.

Ale ha un accendino e, ad uno ad uno, scioglie i singoli cordini, a monte e valle dell'animale mentre io man mano che si allentano, cerco di alleggerire il groviglio.

L'animale, all'inizio terrorizzato, capisce magicamente che lo stiamo aiutando e rimane fermo, nonostante io gli muova testa e corna in un senso o in un altro.

Quando manca poco per liberarlo io ed Ale ci mettiamo in sicurezza in quanto potrebbe investire Ale mentre io sono così vicino che potrebbe facilmente incornarmi.

Ale si sposta dalla traiettorie mentre io mi sposto leggermente indietro.
Quando lo libero dall'ultimo cappio...la magia.

Rimane immobile, facendosi accarezzare il muso e le corna, quasi a ringraziare.
Mi alzo e mi sposto.
Ale da dietro con un bastone lo spinge leggermente.

Il capriolo si alza e con una serie di balzi sparisce nel bosco.
Queste sono le emozioni che solo un giro in mtb in montagna può regalare.
Ripartiamo e arriviamo sul fondo del Vajo, dove inizia la lunga salita che ci porta ad incontrare la SP.
Salita con tratti insidiosi di sassi smossi, comunque un trail non semplice, già fatto in passato ma che oggi, col caldo e la cotta sempre più presente, si fa più duro del normale. Sul fondo del vajo ci sono 28°.
Arrivati alla SP dico ad Ale che io taglierò il giro, in quanto mi sento svuotato.
Anche Ale è stanco ma la settimana prossima è al mare per una settimana quindi vuole fare un all in.
A San Francesco coca fredda e ci salutiamo.
Lui in direzione Parparo, Gosse e poi a casa, mentre io mi dirigo verso Roverè e Pissarotta, Montorio, Verona.

Chiudo con 63 km e 1408 mt+.

Cardio con bpm medio di 149 e max 177.

Ginocchio in splendide condizioni, l'uscita di oggi era l'ennesimo test, il primo in montagna, superato positivamente.
A soli 100 giorni dall'operazione non potevo sperare di più.
Comunque soddisfatto, essere riusciti a liberare il capriolo regala belle emozioni.
See ya!


4 commenti:

  1. Emozionante la storia a lieto fine del capriolo.
    Bravissimi!

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    Risposte
    1. Grazie Brady,
      effettivamente una storia da conservare nell'album dei ricordi.

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  2. durante certe escursioni, si imparano + cose ,che in 10 anni
    di gare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissimo e noi nel ns zainetto abbiamo sempre qualcosa che può servire!

      Elimina