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domenica 9 agosto 2015

Mtb hike "Northern Trail" returns 110 km x 4291 mt+ (8/8, 2015)

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Impegnativa quanto affascinante escursione in compagnia di Ale, tra le Piccole Dolomiti e la Lessinia Orientale, che ci ha visto partire da Rovereto ed arrivare a Verona, attraversando montagne, cime, passi e contrade di 3 diverse province e che, lato meteo, ci ha visto pedalare con sole battente e temperature oltre i 30° ma anche con pioggia e vento.
Alle 0530 partiamo da Verona col treno che 45' dopo ci lascerà a Rovereto. 
Partenza in salita sin da subito, prendendo la strada che ci porterà ad Albaredo per la prima sosta fontana, per poi continuare a proseguire in direzione sud, col gruppo del Carega di fronte a noi e sulla sx il gruppo del Pasubio, entrambi ben visibili.

Giornata calda sin dal primo mattino e  si pedala superando i 1616 mt del Rifugio Zugna per proseguire ancora in salita e superare i resti del fortino italiano.

dove ci scappa una discesa sugli scalini che mi permette di capire che era necessario abbassare la pressione delle gomme.





Ma il cazzeggio dura pochi minuti perchè dobbiamo continuare a salire.
Saliamo fino al 1° gpm di giornata raggiungendo i 1865 mt del Coni Zugna


Ammiriamo e identifichiamo le cime intorno a noi, col sole che comincia oramai a scaldare ma la quota ci permette di godere di temperature sicuramente piacevoli.
Giù in discesa ora, per tornare al fortino italiano e deviare poi in direzione sud verso Passo Buole.
Tratto molto panoramico che conosciamo molto bene


con sezioni esposte e talvolta tecniche







che faccio per la prima volta in sella alla 29 (fornitami da Luca P.)

dopo anni di 26, oramai prossima alla pensione e vendita.

Arriviamo quindi a Passo Buole (1465 mt) non prima di aver forato il posteriore e dopo veloce pit stop prendiamo il sentiero 117 che Ale prova per la prima volta mentre io l'ho già fatto durante l'ultimo raid.

Bel sentiero tutto in discesa, a tratti stretto e con alcuni passaggi tecnici, da fare pedalando con attenzione.
A metà sentiero deviamo sulla nostra dx per andare a prendere la forestale che ci porterà al termine ad agganciare un breve tratto in bitume attraversando Zendri (sosta fontana con acqua freddissima... spettacolo) e arrivare ad Ometto dove prendiamo la strada forestale che ci condurrà fino a Colletto Siebe.
Termina lo sterrato ed inizia un tratto in bitume di collegamento di circa 5 km x 300 mt+ in salita, che fatto sotto il sole e a quota oramai più bassa, ci spacca veramente i marroni.
Arriviamo a Passo Campogrosso (1460 mt)

e quindi al rifugio omonimo per un meritato panozzo con coca.
Giù in discesa ora  fino ad agganciare uno sterrato con tratti cementati, che faccio scoprire ad Ale e già pedalato in occasione del raid 2015, e che ci permette di rimanere attorno a quota 800 mt e non scendere troppo, in quanto ora l'obiettivo è salire verso il Rifugio Battisti (1265 mt).
A Maltaure sosta fontana e poi andiamo ad agganciare il bitume in salita.
Temperature ben oltre i 30°, sudiamo e parliamo del percorso a venire
Finalmente arriviamo al rifugio.
Ci vuole un fuori programma e visto che durante la salita l'aveva sognata, ecco che ci scappa la weiss di giornata.


Mentre beviamo osserviamo le montagne e il cielo e se da una parte è vero che c'è caldo, è anche vero che un fronte nuvoloso è in veloce avvicinamento e che l'Arpav aveva previsto temporali in quota nel primo pomeriggio.
Il percorso prevederebbe Sentiero Grandi Alberi,  Sella del Campetto, Rifugio Bertagnoli, Campodalbero, Sentiero dell'Orco, San Bortolo, Tregnago e quindi le dorsali verso Verona.
Di comune accordo decidiamo di evitare quanto possibile la pioggia e quindi si sale spallando la mtb fino al Passo della Lora (1716 mt).
Ci lasciamo il Rifugio Batisti alla spalle

con i primi tuoni e le nuvole sopra le nostre teste che, senza pioggia o sole, sono comunque un vantaggio nella risalita.
I 500 mt di dislivello che separano il rifugio dal Passo della Lora ci porta via un ora circa.

Il cielo è oramai scuro, verso il Monte Tomba si vede la pioggia e tra non molto dovrebbe raggiungerci.

Il vento porta le prime gocce ma tenuto conto che noi dobbiamo pedalare in salita fino ai 1976 mt del Passo Zevola non ci mettiamo ancora l'antipioggia. 

La temperatura si è abbassata, andando velocemente sotto i 20°, con una perdita secca di circa 12° in poco più di un'ora.

La pioggia arriva al Passo Zevola e, se la pianura in lontananza è baciata dal sole, in quota pare esserci un'altra stagione.

Da Passo Zevola prendiamo in discesa verso Passo Scagina


ma è tempo di metterci l'antipioggia perchè la pioggia comincia ad essere cosa seria.


Arriviamo a Passo Scagina (1550 mt),


sosta volante per la foto, e giù verso Malga Fraselle di Sotto per la sosta alla fontana e da dove il panorama della Val d'Illasi testimonia il meteo in atto

Discesa sulla forestale sotto la pioggia, superiamo Giazza e sarà solo a Sant'Andrea che finalmente potremo toglierci l'antipioggia.
Arriviamo a Tregnago e saliamo per la salita di San Vincenzo, veloce discesa che ci porta nella Valle di Mezzane e sarà la volta della salita sterrata della Valle dei Molini, Croce di Legno e quindi l'ultimo gpm a Castagnè.
Veloce discesa verso Verona  

dove arriviamo chiudendo con 110 km e 4291 mt di ascesa accumulata

Cardio i cui dati raccontano bene la giornata sui pedali. 
Per la statistica spicciola, 134 bpm di media e 177 max.


Ora mi proietto verso l'escursione mtb di Ferragosto (sperando nel meteo favorevole) sul gruppo del Pasubio, possibile grazie alla mia condizione settimanale di scapolo geografico in quanto Ds ed Erede fino al 16 sono in visita parenti in Piemonte, mentre scrivente oramai le ferie le ha finite a luglio e quindi ad agosto... lavora.
See ya!

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